PASQUALE RABUAZZO SIEROPOSITIVO ADESCA UN MINORENNE NEL

Pubblicato il 30 Novembre 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

Catania – Essere un pedofilo e la cosa più disgustosa che ci sia, se sei anche sieropositivo e cerchi giovanissimi per fare sesso sei spregevole.
perchè dico questo? PASQUALE RABUAZZO E SIEROPOSITIVO!!!! 54enne e stato arrestato dalla polizia postale di Catania mentre era con un 14enne in atteggiamenti intimi in auto adescato in web,aveva messo vari annunci che cercava giovanissimi per prestazioni sessuali a pagamento.
Un ragazzino se gli prometti dei soldi fà questo e altro.
Il nome del pedofilo e stato divulgato per invitare le vittime a farsi controllare e sottoporsi all’esame del virus HIV

INTERCETTANO UN 12ENNE E SCOPRONO UN ORCO

Pubblicato il 25 Novembre 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

 

Una storia incredibile ha salvato un bimbo di 12 anni da essere violentato da un pedofilo.

Gli inquirenti cercano un latitante e intercettano  tutta la famiglia  compreso il figlio 12enne sperando che il padre lo contattasse ,invece leggendo i suoi sms scoprono che e in contatto con un pedofilo.
«Ci vediamo su internet — gli scriveva — tu ti spogli e fai…». Fino a quando non hanno letto l’ultimo messaggio che la ‘persona’ aveva inviato al 12enne.  «allora vengo da te e mi fai quelle cose che fai di fronte alla telecamera»  A quel punto, i carabinieri si sono trovati di fronte a una scelta: svelare alla famiglia che la stavano intercettando o correre il rischio che il 12enne incontrasse il pedofilo.hanno deciso di svelarsi e sono andati a casa e spiegando alla madre cosa succede e sequestrando il pc del bambino dal quale hanno scoperto chi era il pedofilo che,non hanno messo troppo tempo a scoprire chi e, era tanto sicuro di se che non si e nemmeno nascosto,aveva la sua foto e nome e cognome vero,quello di un 22enne toscano,gli inquirenti sono andati a prenderlo a casa mentre si preparava per andare all’appuntamento con il bambino.Dovra rispondere di violenza sessuale per induzione.
Grande stima per questi agenti che hanno  deciso di salvare il bimbo dalle grinfie di questo pedofilo mandando a monte  mesi di lavoro.bravissimi!!!


KEVIN CLASH LA VOCE DEL GABIBBO AMERICANO ELMO,ACCUSATO DI PEDOFILIA

Pubblicato il 21 Novembre 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

 Accusato di pedofilia anche il burattinaio e voce del famoso pupazzetto Elmo.

Da quasi  trentanni Kavin Clash e la voce stridula del gabibbo Americano, i Muppets, ora si e dimesso per le accuse di pedofilia da un ragazzo di 23 anni che ha dichiarato di essere stato violentato quando era minorenne per poi ritrattare tutto,” i soldi fanno miracoli” ma un altro ragazzo si e fatto avanti e stavolta ha denunciato ,cosi e finita la carriera di Kevin.
non ho mai nascosto di essere gay ha detto,ma ha nascosto di essere un pedofilo,da come si vede dalle notizie di abusi,molti scelgono un lavoro a contatto con i bimbi o dei giovanissimi
Il pupazzeto Elmo continuerà a divertire i bambini Americari, Kevin Clash aveva istruito alcune persone, forse si aspettava già questa denuncia o semplicemente voleva andare in pensione,spero in prigione 

DONNA SICILIANA VESTITA DA SUORA PUBBLICA FOTO CON IL FIGLIO DI 8 ANNI

Pubblicato il 20 Novembre 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

Pedofilia, il pericolo è il “deepweb”

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di Francesca Aglieri – Milioni di file sequestrati con immagini di bambini nudi e un vademecum su come adescare i minori. Dieci arresti, una donna siciliana tra gli indagati e perquisizioni su tutto il territorio nazionale. E’ il bilancio dell’operazione condotta dalla polizia postale di Salerno e coordinata dalla Procura della Repubblica del capoluogo campano, che ha permesso di sgominare l’ennesimo traffico di immagini pedo pornografiche. La donna siciliana è accusata di avere prodotto e pubblicato fotografie che la ritraggono mentre, vestita da suora, compie atti sessuali con il figlio di 8 anni. Secondo gli inquirenti si tratta del più grande archivio on line mai rinvenuto in Italia. Il materiale era stato accuratamente suddiviso in sezioni e contiene immagini di bambini nudi, di violenze sessuali su minori, di torture e che documentano l’apparente uccisione dei bambini violentati. Le indagini sono state avviate dopo il ritrovamento, all’interno del deepweb (il web parallelo, non accessibile dai motori di ricerca) di alcuni siti anonimi attraverso i quali gli utenti, oltre a pubblicare e a scambiarsi materiale pedopornografico, discutevano sul modo in cui adescare minori, sulle sostanze stupefacenti da somministrare alle vittime, sulle violenze e sull’esaltazione della pedofilia. Un’organizzazione blindata, quella smascherata on line, con una struttura piramidale e rigide procedure di accesso.
Immediato il commento di don Fortunato Di Noto, presidente dell’associazione Meter: “Non dobbiamo e mai possiamo tacere e abbassare la guardia. La pedocriminalità – spiega – esiste e la tortura dei bambini, oggetti erotici di perversi giochi sessuali, fino alla morte, è la punta estrema di un fenomeno trasversale qual è la pedofilia in tutte le sue manifestazioni che non utilizzano solo il web conosciuto, ma il “deepweb”, conosciuto da pochi ma utilizzato da milioni di utenti per scopi illeciti e criminali. Sono 90.000 i siti pedofili denunciati dall’associazione Meter. La pedo-criminalità è la nuova sfida, pericolosa, che nessuno pensare di sottovalutare”.
Dopodomani alla Camera dei Deputati sarà presentata la prima “Giornata di calcio contro la pedofilia”. Interverranno il presidente della Camera, Gianfranco Fini, il presidente del Coni Gianni Petrucci, il presidente Figc Giancarlo Abete, il giornalista Agcom Mario Campanella.

sudmagazine.it

 

 

Il parere dell’esperto: “Come accorgersi degli abusi”

Pubblicato il 18 Novembre 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

di 

Le vittime di abusi sessuali manifestano segni inequivocabili. Secondo la psicologa Maria Neri, responsabile di una comunità alloggio, sta agli operatori nelle scuole e alle persone vicine alle vittime saperli cogliere.

Violenza sulle donneViolenza sulle donne

PALERMO – L’amicizia, la fiducia, il contesto della scuola. Tre fattori chiave nella vita della diciottenne che ha subìto le violenze dal padre-orco di 46 anni, che soltanto confidandosi con una compagna di classe è riuscita a raccontare il suo dramma. Da quello stupro è nato un bambino, una presenza che adesso la ragazzina dovrà accettare, convivendo nel frattempo con un passato che avrà segnato la sua vita per sempre. E’ soltanto l’ennesimo caso di pedofilia a Palermo. Ma è il più eclatante. Così lo definisce l’esperta, la psicologa e psicoterapeuta Maria Neri, responsabile della comunità alloggio “Caleidoscopio”, che ospita e aiuta le vittime di abusi.

“Sì, un caso eclatante – conferma – perché solitamente, un padre che abusa della figlia agisce evitando la gravidanza. Stavolta il contesto in cui avvenivano le violenze – andate avanti per diversi e quando la vittima era ancora minorenne – era di particolare degrado. Ma, paradossalmente, il fatto stesso che la ragazza fosse incinta, ha fatto venire a galla una situazione che con ogni probabilità sarebbe stata insabbiata”. D’altronde, la famiglia temeva lo scandalo, al punto da provare a convincere la giovane ad abortire. La madre – secondo gli operatori a conoscenza delle violenze e consenziente, voleva invece attribuire la paternità ad un altro uomo.

Dopo l’esame del dna tutto è stato squallidamente chiaro: il nonno-padre ha continuato ad avvicinarsi alla figlia non rispettando l’ordine di allontanamento della Magistratura e ieri, infine, è finito in manette. “Il minore abusato dal proprio genitore – spiega Neri – vive un’iniziale fase di confusione affettiva. E’ consapevole che quello a cui viene sottoposto è qualcosa di trasgressivo, ma si fida perché a legittimarne tale trasgressività è proprio il genitore, ovvero, il suo punto di riferimento. Successivamente, è il segreto da mantenere che costituisce il peso più grande: la vittima viene obbligata e pressata psicologicamente perché nulla venga raccontato e comincia a sentirsi in colpa perché non può, d’altro canto, svelare niente all’altro genitore.

Nel frattempo però – aggiunge la psicologa – cominciano a manifestarsi alcuni sintomi inequivocabili: chi è vittima di abusi sessuali ha disturbi del sonno, problemi con l’alimentazione e tendenze autolesionistiche. Sta agli operatori nelle scuole e alle persone vicine quotidianamente alla persona abusata, coglierli. Per questo è necessario che anche la scuola lanci degli input importanti e che i segnali un tempo attribuiti ad altri tipi di disturbi, comincino ad essere riconosciuti subito”. La diciottenne, dopo essere stata ascoltata da operatori specializzati del settore, compresi quelli del pronto soccorso dell’ospedale e della squadra mobile della questura di Palermo, si trova “a protezione”. “Dovrà ricominciare a vivere – continua l’esperta – ed elaborare il suo passato per convivere con il suo presente, in cui sarà fondamentale il processo di accettazione del suo bambino.

Quello degli abusi in famiglia è purtroppo un fenomeno in escalation – sottolinea Maria Neri – e bisogna sfatare l’idea che casi come questo riguardino soltanto le famiglie che vivono nel degrado o quelle ai amrgini della società. Episodi intrafamiliari avvengono pure in contesti di benessere e riguardano anche bambini molto piccoli, dai cinque ai dieci anni. Per questo è un bene che la pedofilia non diventi un tabù e che ci sia maggiore informazione. Solo così può aumentare l’attenzione e la percezione dei sintomi, in modo che gli operatori possano intervenire con celerità. Spesso – conclude l’esperta – non ci sono segnali fisici che parlano chiaro: la sintomatologia va interpretata il prima possibile.

Pedofilia: i segnali di un abuso

Pubblicato il 17 Novembre 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

 

ho trovato questo articolo molto interessante e voglio proporvelo,leggetelo tutto e scritto da una mamma

Pedofilia: i segnali di un abuso
di MammeAcrobate con Elisa Capuano

 

Ho visto una trasmissione qualche sera fa. Non so se ho fatto bene o male. Mi è sembrata un “gossip” su un tema molto pesante: la pedofilia e gli abusi sui minori. Era una di quelle ricostruzioni di un fatto di cronaca agghiacciante e parzialmente irrisolto… Però l’ho guardata. Perchè sono una mamma. perchè potrei essere io la mamma di quella ragazzina. Perchè mai e poi mai vorrei rischiare di “non essere stata attenta”. Voglio sapere. Voglio sapere cosa potrebbe succedere, perchè, purtroppo, può succedere a tutti. Nessuno escluso.

E’ abbastanza normale. Ci sono argomenti di cui non vorremmo mai parlare. Ma quando riguardano i nostri figli, il loro benessere, la loro felicità o profonda infelicità, non possiamo mettere la testa sotto la sabbia. Ci è già capitato qui su mammeacrobate di trattare il tema della pedofilia, anche se in realtà lo avevamo solo sfiorato. Ci vogliono gli strumenti giusti per affrontare un tema così delicato nel giusto modo. E così,per aiutarci a trovare risposte adeguate alle domande di noi genitori, per capire meglio come comportarci, abbiamo chiesto aiuto a un’esperta, a Francesca Imbimbo, pedagogista del CAF – Centro di aiuto al bambino maltrattato e alla famiglia in crisi – che da anni si occupa dell’accoglienza e della cura di minori vittime di maltrattamenti e abusi, con la quale abbiamo avuto modo di fare alcune riflessioni che vogliamo condividere con voi. Elisa l’ha incontrata e hanno parlato con lei di pedofilia e di cosa possiamo fare noi adulti per proteggere i bambini.

 In Italia gli abusi sessuali sui minori sono molto più numerosi di quanto ci dicano le statistiche giudiziarie; ancora oggi molti casi non vengono denunciati restando nel sommerso.

Nell’immaginario generale si tende ad associare la figura del pedofilo a quella del mostro, dell’orco sconosciuto nascosto dietro l’albero, pronto ad approfittarsi dei bambini; nonostante non si possa negare che vi siano casi di violenze da parte di sconosciuti è importante però sottolineare che questo è un mito da sfatare, poiché il 70% degli abusi e dei maltrattamenti viene perpetrato da adulti appartenenti alla famiglia, vicini ad essa o comunque da persone conosciute.

 

Una precisazione fondamentale per convincersi che non esiste un pedofilo “tipo”, che talvolta, per paura dei pericoli in cui può incorrere, spingere il bambino alla diffidenza assoluta verso l’esterno potrebbe rivelarsi non funzionale alla protezione, perché il pericolo potrebbe provenire proprio dall’interno.

Ma è possibile prepararli a proteggersi.

 I pedofili inizialmente si relazionano con i bambini in maniera normale, con modalità affettive che si trasformano poi in atteggiamenti seduttivi: cercano di compiacerli, di farli sentire importanti.

Da questo approccio affettivo alle minacce il passo è breve e la vittima si ritroverà in una situazione dalla quale si sentirà sopraffatta, senza via di uscita. Con il passare del tempo, infatti, il peso degli abusi sul bambino sarà sempre maggiore e il pedofilo, per cautelarsi, metterà in atto tutta una serie di strategie, come spingere il bambino a mantenere il segreto, a non confidare a nessuno quel rapporto “speciale”, prospettando conseguenze su di lui e sui suoi famigliari.

Un’altra strada è quella del senso di colpa, che spinge il bambino a credere di essere stato lui ad aver provocato il proprio carnefice o comunque di non aver opposto resistenza, di aver acconsentito; in ogni caso si tratta di situazioni caratterizzate da un’evidente disparità di potere su cui è facile fare leva.

Questa premessa ci porta a uno dei primi quesiti ai quali cerchiamo risposta:

come possiamo accorgerci che qualcosa non va? Quali sono i segnali di cui ci dobbiamo preoccupare?Nessuno conosce un bambino meglio dei propri genitori e in questi casi l’istinto ha una forte rilevanza: se rispetto alla conoscenza che abbiamo del nostro bambino si assiste a cambiamenti significativi, improvvisi e inspiegabili, dovremmo allertare i sensi.

Ciò che non va mai dimenticato, è che l’aspetto straordinario nei bambini è che sanno parlarci, sia attraverso canali verbali che non; i bambini cercano, a modo loro e a seconda dell’età, di dirci delle cose, ma spesso siamo noi adulti che non sappiamo ascoltare e leggere tra le righe.

Questa difficoltà è ancora più forte per quanto riguarda la pedofilia, perché è così arduo non solo accettare, ma anche pensare, che qualcuno possa fare del male ai bambini.

Complessivamente, gli indicatori principali dell’abuso, i campanelli che dovrebbero metterci in allerta, si configurano in ampi ambiti:


•    nelle malattie fisiche, (mal di pancia, di testa o altri dolori inspiegabili)
•    nei disturbi del sonno (difficoltà ad addormentarsi, bruschi e frequenti risvegli notturni)
•    nei disturbi  alimentari
•    nei comportamenti regressivi e infantili
•    nella condizione depressiva e ansiosa
•    nelle crisi acute di pianto o di allontanamento dalla vita sociale
•    nella riduzione dell’autostima o sfiducia verso l’adulto

 Dal punto di vista emozionale, la vittima di violenza sessuale può mostrare: 


•    paura
•    rabbia
•    isolamento, solitudine e impotenza
•    tristezza
•    colpa
•    vergogna

 Ciò che non si deve dimenticare è che non è possibile stabilire una sintomatologia inequivocabile, valida per tutti, a causa delle differenze individuali e delle svariate modalità con cui le singole persone reagiscono a un evento traumatico, come l’abuso sessuale. Da ciò deriva che non bisogna partire da una singola frase o disegno, non è sufficiente un singolo indicatore; è solo la presenza di più segnali, la loro frequenza e la loro durata a fornire maggiore certezza e conferme riguardo alla portata del disagio: è fondamentale essere molto cauti nel “fare diagnosi”.

 In ogni caso, la risposta soggettiva a tali eventi è condizionata da alcuni importanti fattori quali:


•    l’età
•    la tipologia di abuso
•    la durata
•    la personalità della vittima
•    la presenza di pregressi disturbi psicologi

 Nei casi più gravi, l’abuso sessuale può avere effetti devastanti, con conseguenze che possono protrarsi fino all’età adulta; interrompendo il naturale percorso di sviluppo, il rischio è quello di ritardi o dell’insuccesso nell’acquisizione di specifiche competenze a livello cognitivo, linguistico, emotivo e relazionale fondamentali per le capacità evolutive.

 Di fronte a tutto ciò, che cosa possiamo fare? In che modo possiamo attivarci per prevenire questo fenomeno? Ne parleremo nel prossimo post, dove conosceremo più da vicino le modalità per insegnare ai nostri bambini a proteggersi.

Ulteriori Fonti:

http://www.prevenzionepedofilia.it/


Telefono Azzurro, Pedofilia: cos’è e come ci si può proteggere, 2012

Palermo, mette incinta la figlia: arrestato

Pubblicato il da franca.
Categorie: pedofilia.

l’omertà della famiglia..ma quale famiglia se lascia violentare la figlia !!!

 Il 46enne in un primo momento era stato solo allontanato dalla famiglia

E’ scattato il carcere per un 46enne accusato di aver costretto la figlia, oggi maggiorenne, a subire atti sessuali. Dalle ripetute violenze è nato un bambino. Gli investigatori hanno dovuto fare i conti anche con la famiglia che ha cercato in tutti i modi di evitare lo scandalo

Palermo, 16 novembre 2012 - Agenti della Polizia appartenenti alla sezione ‘Reati sessuali ed in danno dei minori’ hanno eseguito a Palermo un provvedimento di aggravamento della misura cautelare nei confronti di un uomo 46enne, accusato di avere maltrattato la figlia, ora appena maggiorenne, e di averla costretta a subire atti sessuali. Dalle ripetute violenze è nato anche un bambino.


Gli esiti delle prime indagini avevano portato l’Autorità giudiziaria ad emettere il provvedimento cautelare dell’allontanamento dell’uomo dal domicilio familiare con conseguente divieto, per lui, di incontrare la figlia.

Oggi l’aggravamento della misura restrittiva a causa sia degli accertati contatti del 46enne con la sua vittima per condizionarla psicologicamente, sia degli esiti degli esami che hanno dimostrato l’effettiva paternità dell’uomo.

Nel corso delle indagini i poliziotti hanno dovuto fare i conti anche con l’omertoso clima dei familiari che, in più occasioni, hanno cercato di evitare lo scandalo, dapprima tentando di convincere la vittima ad abortire e, successivamente, tentando di attribuire la paternità del nascituro a un’altra persona.

il resto del carlino 

ARISTIDE MAZZA AI DOMICILIARI:I GENITORI FANNO UNA PETIZIONE

Pubblicato il 11 Novembre 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

ARISTIDE MAZZA IL MAESTRO ELEMENTARE DI PALOSCO E STATO MESSO AGLI ARRESTI DOMICILIARI MA LE MAMME NON CI STANNO E STANNO FACCENDO UNA PETIZIONE CONTRO QUESTO PROVVEDIMENTO.

IL MAESTRO DI 62 ANNI E STATO ARRESTATO LO SCORSO APRILE QUANDO SI ERA APPARTATO NEI SOTTERANEI CON UN BIMBO DI 9 ANNI .IL BIMBO SI ERA CONFIDATO CON IL FRATELLO MAGGIORE POI CON I GENITORI AL QUALE HANNO FATTO SUBITO DENUNCIA E NELL’INDAGIDE E RISULTATO CHE AVEVA ABUSATO DI ALTRI SETTE BAMBINI ,SEI ANCORA ALLE ELEMENTARI E UNO ALLE MEDIE .

 

I GENITORI SAPUTO LA DECISIONE DEL GIUDICE AGLI ARRESTI DOMICILIARI SI SONO SUBITO DATI DA FARE CON LA PETIZIONE ,VOGLIONO DARE UN SEGNALE FORTE ANCHE PERCHE SE DECIDESSE PER IL RITO ABBREVIATO LA CONDANNA SAREBBE TROPPO LIEVE E NON E GIUSTO CHE SCONTI AGLI DOMICILIARI .
UN MAESTRO,UN’ALTRO INSOSPETTABILE PEDOFILO A CONTATTO CON I BAMBINI .QUANDO FINIRà …

 

 

 

LE PAROLE DI UNA EDUCATRICE DI COMUNITà PER BAMBINI

Pubblicato il da franca.
Categorie: pedofilia.

non c’è bisogno di aggiungere altro a questo commento,dice già tutto lei..poveri bimbi..

Commento trovato sul sito de Il Gazzettino:
Le parole di una educatrice di comunità
“ Quello che ho potuto osservare in questi giorni è che il nostro buon cuore viene usato solo quando questi episodi escono alla cronaca… per il resto dimentichiamo che c’è un esercito di bambini che vive in situazioni “infernali”. Accompagnati e prelevati dai pulmini delle case protette, marchiati come diversi, come i poveracci… con sopra le tute, lo zainetto che passa la casa, magari usato, ammucchiati in letti dentro stanzoni come fossero dei detenuti. A mensa tutti insieme e chi non sparecchia, in punizione. La mamma o il papà, se va bene… si vedono una volta a settimana: e le urla quando lasciano l’istituto. Con la minaccia continua: se ti comporti male, niente passeggiata, niente visita dei genitori. Ho visto bambini di 6-7 anni, dire: che male ho fatto, perché sono in prigione? non le vedi le sbarre alla finestra? Avevo vent’anni quando iniziai a lavorare come educatrice di comunità … e so io la sofferenza che mi portavo a casa. Di fronte ad assistenti sociali con unghie laccate che avevano nelle mani le sorti di questi bambini, trattati freddamente dentro verbali. Madre immatura, padre disoccupato… nonna troppo anziana. Portati via perché c’era troppa sporcizia in casa, oltre al mancato lavoro dei genitori… sì, perché le domiciliari si fanno all’improvviso. Ammetto che adesso che sono madre, quando ho casa in disordine mi tornano in mente queste scene assurde… “

ORCO ARRESTATO A ROVERETO PER MOLESTIE A 11ENN

Pubblicato il 8 Novembre 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

Un 37enne di rovereto accusato di pedofilia ai danni di una 11enne comparirà davanti il giudice per l’udienza di garanzia.
l’uomo ha o avrebbe molestato la figlia di suoi amici ,spesso erano fuori per lavoro e la bimba la teneva lui,le indagini sono partite dopo che i genitori insospettiti per lo strano comportamento della loro figlia e si sono rivolti al comissariato della zona che hanno messo le microtelecamere in casa.Subito si sono accorti dei palpaggiamente e baci alla bimba. I filmati hanno dimostrato la prova schiacciante.Adesso e in carcere a Verona.
Come si fà a lasciare una bambina con tutto quello che si sente in giro per la televisione e si legge sul giornale a un uomo estraneo,amico ma estraneo,molte volte non c’è da fidarsi neanche di un parente..certa gente li va proprio a cercare i guai,mi spiace solo che di mezzo ci vanno sempre e solo i bimbi.