GIOVANNI BOCCHIO PEDOFILO LATITANTE

Pubblicato il 27 Marzo 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

GIOVANNI BOCCHIO L’IMPRENDITORE PEDOFILO CONDANNATO A 6 ANNI E 9 MESI PER AVER ABUSATO DI UNA BIMBA DI 6 ANNI E LATITANTE…FACCIAMO GIRARE LA FOTO ..DEVE ESSERE PRESO ..ALTRI BAMBINI SONO IN PERICOLO…

FOTO PEDOPORNOGRAFICHE,CONDANNATO IL PROFESSORE GIANPIETRO FERRO

Pubblicato il da franca.
Categorie: pedofilia.

Foto pedopornografiche,
condannato professoreImmagini sul pc: tre anni di reclusione al docente Gianpietro Ferro di Pedavena

BELLUNO — Condannato a tre anni di reclusione il professore di Pedavena, Gianpietro Ferro, 56 anni, accusato di detenzione di materiale pedopornografico. Il giudice Antonella Coniglio ha accolto la tesi degli inquirenti che sostenevano l’esistenza di un sito web segreto dal quale venivano scaricati foto e film con abusi sessuali su bambine. Un sito che non era presente nei motori di ricerca e a cui si poteva accedere solo con una password. Venivano scaricati filmati con bambine di età compresa tra i 4 e gli 8 anni vittime di abusi sessuali e sevizie. Le foto ritenute di maggior interesse venivano stampate e raccolte in «catalogatori nominati “dreams”, i sogni proibiti, denominazione che non lascia dubbi» ha spiegato nella requisitoria il pubblico ministero. «Alcune di queste avevano duplicati: ce n’erano cinque, sei copie – aveva continuato il Pm – Come se fossero state idonee alla diffusione di questo materiale gestito in modo organizzato e consapevole ». L’Accusa ha anche rievocato la perquisizione del 24 maggio 2005 in casa dell’imputato, padre di due figli: «Sintomatica la reazione di Ferro, che oppone resistenza e cerca di impedire che gli ufficiali di polizia giudiziaria trovino il materiale, occultato in un soppalco della sua abitazione».

Il pubblico ministero, Roberta Gallego aveva reclamato il massimo della pena: tre anni di reclusione. Il difensore dell’imputato, Vitto Claut (foro di Pordenone), ne aveva invece chiesto l’assoluzione «perché il fatto non sussiste, per come è formulato il capo d’imputazione non ci sono gli estremi per una condanna ». L’avvocato Claut ha invocato «profili di illegittimità costituzionale» spiegando che «quando una persona nasce con un disturbo, questo aspetto dev’essere considerato », riferendosi alla devianza sessuale dell’imputato. E il legale dell’imputato ha aggiunto: «Teniamo anche presente che non è passato alle vie di fatto». Affermazioni che non hanno impressionato il giudice, che dopo una decina di minuti di camera di consiglio, ha optato per la condanna al massimo della pena. Gianpietro Ferro finì sotto inchiesta per la seconda volta nel maggio 2005, nell’ambito di un’inchiesta contro la pedofilia e il commercio di immagini a sfondo pedopornografico, promossa dalla Procura della Repubblica di Siracusa. Quella volta nei guai finirono 186 insospettabili di 16 diverse regioni italiane. L’abitazione dell’insegnante a Pedavena fu perquisita all’alba il 24 maggio 2005 e gli fu sequestrato il computer. Gli agenti della polizia postale gli trovarono anche il raccoglitore contenenti le immagini pedopornografiche.

Federica Fant
27 marzo 2012

http://corrieredelveneto.corriere.it/veneto/notizie/cronaca/2012/27-marzo-2012/foto-pedopornografiche-condannato-professore-2003846085234.shtml

MAESTRA D’ASILO INDAGATA PER ABUSI SESSUALI SUI BAMBINI

Pubblicato il da franca.
Categorie: pedofilia.

I genitori presentano denuncia in procura: “Lividi nelle parti intime”. Undici bambini dai 3 ai 5 anni hanno raccontato delle violenze subite: “Non dormono più”. La docente è stata sospesa

di CHIARA SPAGNOLO

La procura di Lecce

SQUINZANO – Pochi mesi fa il nome di una maestra in servizio presso un asilo di Squinzano è stato iscritto nel registro degli indagati con l’accusa di abuso dei mezzi di correzione. Ora a quell’accusa già grave si aggiunge anche quella di violenza sessuale, formulata dal sostituto procuratore della Repubblica di Lecce Carmen Ruggiero all’esito di una serie di accertamenti disposti in seguito alle denunce presentate dai genitori delle presunte vittime. Sono in tutto 11 i bimbi che potrebbero aver subito attenzioni malsane da parte di un’insegnante e che il magistrato vorrebbe ascoltare nella forma dell’incidente probatorio, per cercare di capire quanto ci possa essere di vero nei racconti, terribili e confusi, fatti dai piccoli ai familiari.

La prima denuncia è stata presentata ai carabinieri di Squinzano il 19 novembre e porta la firma dei genitori di un bimbo di tre anni, che avrebbe visto l’insegnante strattonare l’alunno e gridare frasi minacciose nei suoi confronti. Il piccolo avrebbe poi manifestato problemi del sonno e pianti improvvisi, ripetendo ossessivamente “non lo faccio più”, tanto da indurre la famiglia a rivolgersi alle forze dell’ordine per verificare cosa accadeva nell’asilo. A quella prima querela ne sono poi seguite altre, compresa quella di un’altra mamma, che ha asserito di aver dovuto portare il figlio in ospedale per farlo medicare in seguito ad un livido ai testicoli. Inizialmente si parlava di disturbi nel comportamento dei bimbi, caratterizzati da estremo nervosismo, difficoltà a dormire e a mangiare, irritabilità, e anche di alcuni segni in varie parti del corpo, poi sono emersi anche contatti di natura sessuale, che dovranno essere verificati.

Ad alimentare i sospetti degli investigatori, la testimonianza di una bidella, che avrebbe confermato l’utilizzo di metodi non proprio ortodossi da parte dell’insegnante, riferendo di essere addirittura intervenuta per difendere un bambino. Senza trascurare che le stesse verifiche sul passato della donna non hanno permesso di fugare i dubbi nei suoi confronti, dal momento che anche i genitori degli alunni di un asilo di Veglie avevano a loro tempo manifestato perplessità in merito ai sistemi educativi utilizzati dalla maestra. Alla luce delle accuse formulate, rispetto alle quali l’insegnante avrà modo di difendersi nel momento in cui si concluderanno le indagini preliminari, la Commissione medica regionale di verifica è stata chiamata ad esprimersi sull’idoneità all’insegnamento. Gli esperti, all’esito di alcuni accertamenti, hanno ritenuto che la maestra possa rivestire incarichi che non la facciano stare a contatto con i bimbi. Almeno per il momento. La donna, pertanto, ha lasciato l’asilo di Squinzano.

(27 marzo 2012)

http://bari.repubblica.it/cronaca/2012/03/27/news/maestra_dasilo_indagata

_per_abusi_sessuali-32257189/

GIOVANNI BOCCHIO CONDANNATO A 6 ANNI PER PEDOFILIA E LATITANTE

Pubblicato il 24 Marzo 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

Giovanni Bocchio condannato a 6 anni per pedofilia …e LATITANTE …chi lo vedesse e pregato di chiamare le forze dell’ordine ..

Pena confermata per atti sessuali su una bambina

Confermata ieri in appello a Genova la condanna a sei anni per un imprenditore alessandrino oggi settantaduenne che nel giugno del 2002, secondo l’accusa, aveva commesso atti sessuali su una bambina di cinque anni. L’uomo, Giovanni Bocchio, in primo grado a Savona a dicembre 2009 fu condannato a risarcire bimba e genitori: una provvisionale di 90 mila euro. Confermata anche l’interdizione perpetua dai pubblici ufficie dalle funzioni attinenti la patria potestà.

SPARITO DOPO LA CONDANNA,CACCIA AL PEDOFILO “JAS”

Pubblicato il 23 Marzo 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

Sparito dopo la condanna,
caccia al pedofilo «Jas»

L’uomo, un peruviano di 39 anni, deve scontare 8 anni e 6 mesi di carcere per pedofilia. Ma è scomparso durante il processo, appena tornato libero

ROMA – In giro per Roma, l’Italia o chissà dove c’è un pedofilo che faceva ripassare la lezione ai bambini sul Kamasutra. E’ stato condannato qualche giorno fa dal tribunale di Roma – otto anni e sei mesi di carcere – ma non si sa che fine abbia fatto. Non c’era in aula, non c’è a casa, al residence di Val Cannuta, a Boccea, non ha indicato altri domicili. Al processo si è fatto vedere solo alle prime udienze, da detenuto, accompagnato e piantonato, e poi quando è tornato libero, è sparito, si è reso irrintracciabile. Come il suo avvocato, che pare abbia cambiato mestiere. Così la palla della difesa è andata a un avvocato d’ufficio, padre di due bambine, che ha dovuto cercare di fare gli interessi di quel cliente ingombrante senza averlo mai conosciuto e dopo aver sentito i racconti delle vittime, tre bambini, due di 7 anni e uno di 13. «Non metta il mio nome, per carità. Questa storia fa male», quasi si commuove l’avvocato. Così nell’arringa si è limitato a dire che forse potevano esserci dubbi sul terzo caso, «c’era stato solo un bacio», sui primi due ha glissato, purtroppo (per i bambini) non c’era scampo.

PER TUTTI ERA JAS – Del presunto pedofilo condannato e sparito da un pezzo sì si sa solo che è un peruviano di 39 anni, che si chiama Dario Raul Rojas Altamirano, lo chiamavano Jas, che ha il pallino del pallone e non può rimettere piede a Val Cannuta. Il giorno dell’arresto è stato letteralmente strappato ai condomini che lo stavano pestando. Aveva rimesso le mani su un ragazzino ed erano partite le cariche. «Alla centrale – ha ricordato un agente – erano arrivate segnalazioni di abusi su un minore e che la situazione stava precipitando. C’erano problemi di ordine pubblico».

IL GIOCO DELLE FRECCE – A inchiodare Jas, l’amico dei bambini, è stata una trentenne riccioluta che alloggia a Val Cannuta. E’ lei che ha raccolto la confessione del primo piccolo, il figlio di una vicina di casa. Un bambino che allora – siamo nell’estate 2007 – aveva sette anni e chiameremo Manuel. «Da qualche giorno vedevo Manuel sempre più spento», ha ricordato in aula la donna, «Triste, di una tristezza inconsolabile. L’ho preso di petto e gli ho detto “Dì a me, dì a zia quello che non riesci a dire a mamma. Vieni qua parliamo piano piano sul lettone, nessuno ci ascolterà». «Jas usa con me le frecce …», s’è liberato il ragazzino, «E poi mi fa sfogliare un libro zozzo. Io devo fare le stesse cose». «Ma è un libro o un giornale?». «Un libro». «E perché tu non scappi?». «Ho paura. Dice che se apro bocca su di me userà altro… Capito? Ogni volta mi dà una mancetta, cinque euro». Quei soldi Manuel li metteva sotto al materasso. «Li ho trovati per strada», si giustificava poi con la madre, una donna piena di problemi e con un marito alcolista, che in una settimana aveva racimolato sotto al letto cinquanta euro, insospettendosi.

PALLONATE NEL CORTILE – «Quel Jas», ha raccontato la donna riccioluta «un giorno, prima che sapessi la storia di Manuel, mi aveva fatto imbestialire. Passava interi pomeriggi in cortile a giocare a pallone coi ragazzini. E una volta mi ha citofonato: “Manda giù pure tuo figlio”. Aveva usato pure una certa insistenza. “Ohi” gli ho risposto “ma mio figlio ha due anni. Resta a casa, sta con me».

«UN SADICO» – Per Dario Raul Rojas Altamirano il pm Mario Dovinola l’8 marzo ha chiesto sei anni e sei mesi. I giudici della IV sezione penale collegiale ne hanno aggiunti due condannandolo a otto anni e sei mesi. «Il sadismo di questa persona è indescrivibile…» ha detto Ennio Scatà, il legale della mamma di Manuel. «Condanna dovuta». Solo che Rojas Altamirano non era presente alla sentenza, c’era solo l’avvocato d’ufficio che non sa nemmeno dove cercarlo. Sapeva il rischio che correva Jas. Sapeva che quello che avrebbero detto in aula Manuel e gli altri due bambini era raggelante. Così se ne è andato.

Adelaide Pierucci

http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/12_marzo_22/pedofilo-sparito-condannato-jas-2003788858606.shtml

PAPà E BIMBO SCOMPARSI,LA ZIA:”FUGA COL FIGLIO? L’AVREI FATTO ANCH’IO”

Pubblicato il 22 Marzo 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

perchè i giudici devono arrivare a dare un figlio a una madre che ha abbandonato il figlio da piccolo e dopo tre anni ritorna e dice che lo rivuole..il piccolo non conosce la madre…perchè affidarlo a lei ..il bene del bambino non conta nulla? non e un pacco da spostarlo dove uno vuole ..come vivrà questo bimbo di tre anni con una persona che non conosce in un paese dove non sà la lingua? e le persone che l’anno cresciuto ..il papà la nonna che chiama mamma ..non gli mancheranno? FORZA YURI SONO CON TE NON MOLLARE

facciamo girare la notizia il più possibile ..aiutiamo questo padre e sopratutto il piccolo…

Papà e bimbo scomparsi, la zia: ‘Fuga col figlio? L’avrei fatto anch’io’

Il giallo

Video Intervista alla zia Santina Mucci
Il padre scomparso da Valle Castellana con il bambino, parla Santina Mucci: “Mamma assente”

Ascoli, 22 marzo 2012 – «HO CRESCIUTO YURI, non potrebbe fare mai del male al bambino». Le parole sono di Santina Mucci, zia di Yuri D’Angelo, il 29enne di Valle Castellana scomparso la settimana scorsa in compagnia del figlio di tre anni. Di Yuri e del piccolo ancora non si hanno notizie, da quando il giovane disse a sua madre «Vado a fare un giro ad Ascoli con il bambino». Il padre e la madre sono chiusi in casa e aprono solo ai parenti più stretti, con un lucchetto in bella mostra nel cancello della villetta. Non hanno voglia di parlare, né di condividere l’ansia di queste ore. Quindi ci pensa la zia a fare il quadro della situazione: «Non sappiamo dov’è, forse all’estero, ma chi lo sa? Il bambino sta bene, però, ne sono sicura. Yuri è sangue del mio sangue, un grandissimo lavoratore. Ma devono cercare la mamma, che deve dire dov’è stata in questi tre anni. Non si può presentare dopo tutto questo tempo e dire “rivoglio il bambino”. Il piccolo è nato in Italia, è cresciuto nella casa dei nonni ed è normale che Yuri ora protegge il figlio e io, da mamma, avrei fatto lo stesso. Il bambino non può andare in Grecia, non conosce nemmeno sua madre. Chiamava mamma sua nonna. Cosa farebbe in Grecia un bambino di tre anni che non sa una parola di greco? Sta benissimo qui, in compagnia della famiglia e avava iniziato anche ad andare all’asilo».

La signora Santina è schierata dalla parte di suo nipote e, come tutto il piccolo paese del teramano, contesta la decisione del Tribunale dei Minori che aveva affidato il bambino alla madre. Decisione che, molto probabilmente, ha spinto Yuri ad abbandonare tutto e tutti per poter vivere ancora accanto a suo figlio. Ma in queste ore frenetiche ancora non si sa dove siano i due. Le ipotesi sono diverse: si segue la pista estera, specialmente in Svizzera dove la famiglia D’Angelo ha parenti come ha confermato la zia, ma è anche possibile che Yuri sia ancora nelle vicinanze. Martedì, infatti, il suo telefono cellulare è stato intercettato la mattina ad Ascoli e all’ora di pranzo a Teramo. Non è escluso comunque che il telefonino sia in possesso di qualche amico di Yuri che sta aiutando il 29enne a depistare le indagini.

di Flavio Nardini

http://www.ilrestodelcarlino.it/ascoli/cronaca/2012/03/22/684988-ascoli-yuri-dangelo-padre-bimbo-scomparsi-santina-mucci.shtml

MILANO, PALPEGGIA L’ALLIEVA 11ENNE:ARRESTATO UN MAESTRO

Pubblicato il 20 Marzo 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

MILANO – Un professore di musica è stato arrestato per violenza sessuale dopo aver palpeggiato un’allieva durante una lezione individuale di pianoforte in una scuola media di Opera, nel milanese. R.P., 54 anni, è stato sorpreso in flagranza dagli agenti della Squadra Mobile, dopo la disposizione delle intercettazioni ambientali. La vittima è una ragazzina di 11 anni. Le indagini sono scattate lo scorso primo marzo, in seguito alla denuncia sporta dalla madre di un’altra allieva di 12 anni. Gli investigatori hanno ascoltato in audizione protetta il racconto della 12enne, che ha spiegato di essere stata palpeggiata dall’insegnante. Il pm, Pietro Forno, aveva quindi disposto le intercettazioni ambientali, con micro-telecamere posizionate nella stanza dove l’insegnante, nel pomeriggio, svolgeva lezioni individuali nella stessa scuola in cui lavora come professore di musica. Le telecamere, il 7 marzo, hanno immortalato il 54enne mentre palpeggiava una seconda allieva, quella di 11 anni, e per questo il pm, Galileo Proietto, ne ha ordinato l’arresto in flagranza per violenza sessuale. Il professore, durante l’interrogatorio, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Le indagini sono ancora in corso.

http://www.leggo.it/milano/bianca/milano_palpeggia_lallieva_11enne_arrestato_

un_maestro_/notizie/171733.shtml

GENOVA:VIOLENZA SESSUALE SU UNA DODICENNE:IN MANETTE IL BENZINAIO CESARE LODI

Pubblicato il 19 Marzo 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

VIOLENZA SESSUALE SU UNA DODICENNE:
IN MANETTE UN BENZINAIO A GENOVA

GENOVA – Un benzinaio di 58 anni, Cesare Lodi, residente a Pigna, nell’imperiese, e’ stato arrestato ieri sera con l’accusa di violenza sessuale aggravata, per aver palpeggiato una ragazzina di 12 anni incrociata nei vicoli del centro storico di Isolabona. Sono stati alcuni passanti, poco dopo le 18, avvertite le grida della giovane, a intervenire e mettere in fuga l’uomo, che e’ stato fermato dai carabinieri nel giro di poche ore. L’uomo, riconosciuto da alcuni passanti, e’ stato arrestato.

http://www.leggo.it/news/cronaca/violenza_sessuale_su_una_dodicenne_in_manette_

un_benzinaio_a_genova_foto/notizie/171562.shtml

OLANDA,MINORI CASTRATI IN UN COLLEGIO CATTOLICO

Pubblicato il 17 Marzo 2012 da franca.
Categorie: pedofilia.

ecco questa ci mancava…adesso siamo a posto…hanno fatto di tutto anche se la omosessualità e una scusa ..a un bimbo gli hanno tolto i testicoli dopo che aveva denunciato gli abusi… poveri bimbi quanto avranno sofferto in questi collegi cattolici…in nome di chi tanta cattiveria …

Olanda, minori castrati in un collegio cattolico

Negli anni ’50 per ‘guarire gli impulsi omosessuali’

Secondo i giornali sono almeno 10 i casi di ragazzini vittime dell’orribile pratica. In almeno un caso la castrazione fu la punizione di un giovane che aveva denunciato gli abusi sessuali subiti dai ‘frere’

Amsterdam, 17 marzo 2012 – Orrore in Olanda: è destinata a fare scalpore la notizia che negli anni Cinquanta, in un collegio cattolico nei Paesi Bassi, almeno 10 minori olandesi vennero castrati per essere ‘guariti’ dagli impulsi omosessuali.

In almeno un caso la castrazione fu la punizione di un giovane che aveva denunciato gli abusi sessuali subiti dai ‘frere’. Dopo la sua testimonianza, nel 1956, il giovane fu portato in un’istituzione psichiatrica e poi venne ricoverato in un ospedale dove venne castrato.

A tanti anni di distanza il quotidiano olandese Nrc Handelsblad, che ha sede a Rotterdam, riporta l’agghiacciante vicenda. Il quotidiano sostiene di aver scoperto le “prove” della castrazione forzata di un ragazzo e “forti indizi” sul fatto che ad almeno una decina di altre vittime di abusi vennero forzatamente rimossi i testicoli. Tra le prove, atti giudiziari, cartelle cliniche e lettere private e di avvocati.

Secondo il quotidiano, la pratica venne denunciata nel 2010 alla Commissione Deetman, incaricata dalla Chiesa Cattolica di indagare sugli abusi sessuali commessi sui minori. Ma la Commissione, guidata dall’ex ministro Wim Deetman, del Partito Cristiano Democratico, non ha fatto alcun cenno alle castrazioni nel suo documento finale perché – ha fatto sapere adesso, reagendo all’articolo – non trovò “indizi per ulteriori indagini”.

http://qn.quotidiano.net/esteri/2012/03/17/682556-olanda-minori-castrati-impulsi-omosessuali-collegio-cattolico.shtml

PIù DI SETTEMILA FOTO E VIDEO PEDOPORNOGRAFICI:ARREATATO INSOSPETTABILE

Pubblicato il da franca.
Categorie: pedofilia.

«A chiunque può capitare una volta nella vita di imbattersi in video di questo tipo cercando di scaricare film di tutt’altro genere — spiega Calabrese — e invitiamo quindi i cittadini a segnalare ogni sospetto. E’ proprio dalle segnalazioni, infatti, che spesso, facendo a ritroso il percorso dell’utente delle rete, si possono scoprire dei reati molto gravi. Invito inoltre anche i genitori a fare attenzione ai siti internet visionati dai figli. Nei giorni scorsi proprio i sospetti di un papà ci hanno portato ad arrestare un pedofilo di Ferrara che aveva adescato un 12enne modenese in chat.La scuola e la famiglia sono importantissimi per evitare che i bambini e i ragazzini incorrano in pericoli — conclude — Ecco perché come polizia postale contiamo molto sugli incontri ministeriali a scuola, con gli studenti, dove insegniamo loro a difendersi dalle insidie del web».Più di settemila foto e video pedopornografici: arrestato insospettabileInfanzia nel mirino
Educatore si finge ragazzina in chat e ottiene foto di una 12enne
L’ispettore Calabrese: «Nelle immagini bimbi di ogni età sottoposti a varie violenze». Altri cinque modenesi denunciati

Modena, 17 marzo 2012 – Un archivio dell’orrore, che ha lasciato di stucco gli investigatori sia per la quantità di materiale proibito sia per la crudeltà delle immagini. E’ la mole di file pedopornografici – cioè fotografie e video hard che ritraggono bambini – salvati sul computer di un 35enne modenese insospettabile. «Nel pc di questo individuo — spiega l’ispettore Salvatore Calabrese, dirigente della polizia postale di Modena — abbiamo trovato più di 7500 file che ritraggono bambini di tutte le età e sottoposti a ogni tipo di violenza».

Gli agenti hanno ragione di pensare che le immagini siano state scaricate da internet. L’indagine, scattata da Reggio Calabria, ha portato a vari arresti e denunce in tutta Italia: a Modena oltre al 35enne finito agli arresti domiciliari, altri 5 uomini sono indagati a piede libero per detenzione di materiale pedopornografico. L’inchiesta è partita da un monitoraggio preventivo avviato nel capoluogo calabrese e ha portato a scoprire alcuni file sospetti che giravano di computer in computer: agli investigatori delle telecomunicazioni è bastato poco per capire che si trattava di video e foto che ritraevano bambini con adulti o comunque in posizioni proibite. Alla fine gli inquirenti sono riusciti a identificare decine di persone che avrebbero scaricato i filmati, tra cui appunto 6 modenesi, uno dei quali, il 35enne, arrestato perché trovato in possesso di migliaia di file. L’uomo non ha precedenti penali e lavora nel settore dei trasporti. Un insospettabile, che vive con i genitori.

Gli agenti della Polpost hanno sequestrato il suo pc e tutto quello che può rivelarsi utile alle indagini: «Crediamo che il materiale sia stato scaricato da internet — dice Calabrese — non dovrebbero esserci filmati autoprodotti, anche se la montagna di foto e video deve essere ancora analizzata. Sia nel caso della persona arrestata, sia nel caso dei 5 denunciati, ci troviamo di fronte a uomini che avrebbero scaricato volontariamente le immagini. Quel tipo di materiale, infatti, non può essere scaricato involontariamente ma va cercato in siti che solo chi frequenta certi ‘ambienti’ del web con dimestichezza può trovare». Insomma, gli indagati non si sarebbero imbattuti per caso nei filmati, soprattutto il 35enne arrestato che aveva nel suo pc un archivio nero. Proprio perché incensurato, gli è stato evitato il carcere e sconterà la detenzione in vista dell’eventuale processo a casa, ma senza il computer ora nelle mani degli investigatori. Chi sono i bambini fotografati o ripresi in quelle pose? E’ quello che si cercherà di scoprire, anche se le immagini potrebbero provenire dall’altra parte del mondo.

Valentina Beltrame

http://www.ilrestodelcarlino.it/modena/cronaca/2012/03/17/682339-settemila-video-foto-pedp-pornografia-arresto-insospettabile-polizia-postale-violenze.shtml