STUPRO TREVISO, IL MANIACO IN CASERMA 9 ORE DOPO

Pubblicato il 31 Ottobre 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

Post n°3136 pubblicato il 31 Ottobre 2011 da nonna.fra

Julio Cesar Zoluaga Aguirre ha stuprato una ragazza di 21 anni ..ha sentito dei rumori si e vestito in fretta lasciando a terra le mutande..ha perso il portafoglio…e già molto grave tutto questo ma lui ha fatto molto di più…E ANDATO A DENUNCIARE IL SMARRIMENTO DEI DOCUMENTI…adesso lo stanno cercando dappertutto..

STUPRO TREVISO, IL MANIACO
IN CASERMA 9 ORE DOPO
foto..

http://blog.libero.it/NONNAFRA/view.php?ssonc=1204205795

•”Aveva perso il portafogli”
TREVISO – Dopo lo stupro della studentessa 21enne, nel sottopasso della stazione di Treviso, era andato alla stazione dei Carabinieri. Non per costituirsi, ma per denucniare lo smarrimento del portafogli. Adesso lo cercano in mezza Europa: Spagna, Francia e Portogallo. Chissà cosa staranno pensando i militari che l’hanno assistito a sporgere denuncia. Loro, che Julio Cesar Zoluaga Aguirre, il 26enne colombiano ricercato per la violenza sessuale, ce l’avevano praticamente in mano. Adesso gli investigatori stanno cercando di fare terra bruciata attorno all’uomo: tagliate tutte le vie di fuga, i rifornimenti, gli appoggi, i contatti.

Lo stupratore, nella sua precipitosa fuga verso via Dandolo, quella mattina lasciò sì gli slip e le scarpe sul posto dell’aggressione, ma perse anche il portafoglio. Dopo essersi messo la città alle spalle, il giovane riapparve quello stesso pomeriggio nel Veneziano, a Noventa di Piave, dove vive una ragazza con la quale ha di recente intrecciato una relazione. E alle 16 decise di bussare alla caserma di via Guaiane per effettuare denuncia.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=146021

AREZZO, “HA STUPRATO PER 2 ANNI LA VICINA”. ARRESTATO

Pubblicato il 29 Ottobre 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

AREZZO, “HA STUPRATO PER 2
ANNI LA VICINA”. ARRESTATO

AREZZO – Ripetuti episodi di violenza sessuale su una minorenne che abita con la famiglia nello stesso edificio. È gravissima l’accusa che è stata mossa a un romeno di 48 anni. Arrestato, da ieri è nel carcere fiorentino di Sollicciano al termine di un’indagine scaturita da alcune confidenze fatte dalla studentessa ad un assistente sociale. Secondo elementi raccolti dai carabinieri, il romeno, disoccupato e pregiudicato, residente nell’Aretino, avrebbe sottoposto per due anni a violenza sessuale la minore, sua connazionale e che vive insieme alla famiglia nello stesso stabile. Le indagini dei carabinieri hanno portato ad appurare diversi episodi e convinto il sostituto procuratore della Repubblica di Arezzo, Ersilia Spena, a chiedere l’ordinanza di custodia cautelare in carcere, poi eseguita ieri in serata.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=145746

BAMBINI NELLA RETE.INTERVISTA A DON DI NOTO

Pubblicato il 28 Ottobre 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

non e possibile tutto questo..dove andremo a finire…

Abbiamo segnalato casi di 15enni che adescavano piccolini di otto anni; o persino di bambini di 10 anni che mettevano on line scene di sesso vissuto con bimbi di 2 – 3 anni.

Bambini nella rete

Tra i venti reati penali contemplati dal testo le nuove forme di adescamento online
Si scrive “grooming”, si legge turpe. Come vorremmo definire altrimenti l’adescamento di minori on line a fini di sfruttamento sessuale? Il fenomeno è in crescita, involontariamente i social network rappresentano un ideale riserva di caccia. Un tema scottante: proprio oggi, l’Europarlamento sta votando una Direttiva contro gli abusi dei minori e la pedopornografia che ha fra i punti salienti anche la lotta al grooming.

L’iniziativa è dell’europarlamentare italiana Roberta Angelilli che sta relazionando in aula insieme con il Commissario europeo agli Affari Interni, la svedese Cecilia Malmstrom. I punti salienti della Direttiva riguardano la “Definizione dei reati di abuso e sfruttamento sessuale dei minori” e il traguardo armonico di “termini chiari e uniformi su tutto il territorio comunitario per le sanzioni penali in materia”, “l’introduzione di circostanze aggravanti” a cui si affiancano misure di “prevenzione” e “maggiore assistenza alle vittime”.

Elementi davvero irrinunciabili se si vuole ottenere qualche risultato contro questa turpe piaga che vandalizza l’infanzia di tanti bambini.
Venti sono i reati penali contemplati dal testo. Alcune ’tradizionali’, come l’abuso pedofilo del maniaco fuori dalla scuola; altre emerse con la diffusione delle nuove tecnologie e dei social network come l’adescamento online. La Direttiva introduce, tra gli altri, la possibilità di bloccare i siti pedopornografici: è una misura, questa, che, nei mesi scorsi, ha creato un serrato dibattito incentrato sul dubbio che si potesse abusare di strumenti ’censori’, a discapito della liberta’ di espressione sulla rete. “Il nostro obiettivo – la tesi della Angelilli – non è di aprire la porta alla censura; laddove Internet è veicolo di reati, che nella Direttiva sono esplicitamente descritti in fattispecie riconoscibili, è nostro dovere intervenire”.

In più, la Direttiva include anche “un articolo specifico sull’assistenza delle vittime” perché spesso “i bambini sono doppiamente vittime incappando in una giustizia lenta o che non tiene conto del diritto di privacy” nonché diverse norme relative alla prevenzione, come “la confisca dei beni e dei proventi delle attività a sfondo sessuale”. L’Europa, dunque, mette al bando con una morsa di ferro la pedofilia e la pedopornografia. Con i tempi, però, delle ratifiche negli Stati membri e con i possibili corridoi di fuga che escogiteranno maniaci e loro fornitori di materiale ’di consumo’.

“Gli abusi – ha sottolineato nel corso di un convegno su questo tema, organizzato dal MOIGE (Associazione genitoriale fra le più attente), il direttore del Servizio di polizia postale e delle comunicazioni, Antonio Apruzzese – rappresentano tra i rischi maggiori del web e le vittime appartengono a fasce sempre più basse d’età: tra i 10 ed i 12 anni. I profili sui social network vengono seguiti dagli adescatori che studiano i gusti e i punti deboli degli utenti di Facebook, e si presentano con un approccio personalizzato al loro obiettivo”.

Lo psichiatra, psicologo e scrittore Paolo Crepet, allievo di Franco Basaglia non usa mezzi termini riguardo al problema: “Certo, i pedofili sono la feccia che c’è sempre stata, ma ovviamente Internet viene usato come microfono che ne amplifica la voce. E’ un reato particolarmente adatto alle persone poco coraggiose che si celano nel buio; i peggiori dei maniaci. Ed Internet, che favorisce il loro gioco sporco, li libera in un colpo solo di tutti i rischi di riconoscimento. Il terreno di coltura ideale dei codardi ed infidi ed il loro agire ripugnante. Il rapinatore almeno ci mette la faccia; il pedofilo, che abusa dell’innocenza dei bambini non ci mette neanche il nome.”

L’orrore, l’inferno in terra: cosa fare per contrastarlo? Leggi, sensori, che altro? Afferma Antonio Marziale, Presidente e fondatore dell’Osservatorio dei Diritti dei Minori: “Sul fenomeno pedofilia in generale e sulle sue declinazioni tecnologiche è stato fatto tanto, ma è ancora troppo poco. Va reso onore al nostro Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni che è il migliore al mondo, ma, purtroppo, i risultati ottenuti non possono poggiare su leggi efficaci nel perseguire i colpevoli. Sono leggi che non hanno ancora, come loro prius, il principio secondo il quale la pedofilia è un crimine contro l’umanità. Dunque, consentono il patteggiamento, manco che chi abbia commesso questo vile reato abbia rubato un motorino. Finché si patteggia, sono leggi pomposamente inefficaci, tutte apparenza e niente sostanza. Cosa fare? Voglio raccontarvi un episodio che mi è rimasto impresso per trent’anni, da quando, io diciottenne, militante fra i giovani DC, mi trovai vis à vis col Andreotti. Gli chiesi quando, secondo lui, le leggi avrebbero avuto una reale efficacia. La sua risposta fu, more solito, lapidaria: “Quando – disse – avremo il coraggio di prenderle tutte e di farne un falò, rifacendole daccapo, poche ma buone.””

Ma non l’aveva fatto Calderoli? “Per favore… io sto parlando di Giulio Andreotti, un grande politico… Per tornare all’adescamento pedofilo su Internet, sono 15 anni almeno che il mio Osservatorio sta segnalando un’escalation del fenomeno. Quali i rimedi? Innanzitutto, un’educazione ai media come baluardo di tutela. I bambini sono in una posizione di sudditanza rispetto ai media, mentre invece devono diventarne cittadini attivi. La scuola, con attività di formazione e informazione di educazione ai media e di educazione alla sessualità (che implica anche educazione ai sentimenti), deve crescere bambini consapevoli. Poi, anche le famiglie devono vigilare sull’utilizzo, non sentirsi assolte perché i ragazzi s’intrattengono in casa e sembra loro che siano al sicuro: tutt’altro. Last but not least, anche la Magistratura – indica il Presidente Marziale – deve applicare le leggi che ci sono, senza sconti. Il giudice ’può’ concedere il patteggiamento, non ’deve’ concederlo. In considerazione del reato, però, il patteggiamento andrebbe sempre negato. Il buonismo, in questo caso non deve trovare cittadinanza. E occorrerebbe, perciò, che la pena contenesse l’inibizione farmacologica, misura che negli USA sta dando ottimi risultati. Esatto, proprio quella che è chiamata castrazione chimica. Il perdono è solo divino. La legge terrena è un’altra questione; tant’è che Gesù mansuetamente si sottopose alla legge terrena, pur essendo Dio e portando la Verità della Fede.”

Don Fortunato di Noto assicura alla Giustizia degli uomini chi “scandalizza i bambini”: “Sono anni che Meter monitora queste realtà devianti; è una delle poche Associazione al mondo che segnala alle Forze dell’Ordine le turpitudini presenti nel web. Da 20 anni abbiamo un protocollo in atto con la Polizia Postale e abbiamo assistito al proliferare del grooming, in tutte le sue variegate attuazioni. Pensiamo, ad esempio, alla superficialità dei social network che solo teoricamente sono inibiti ai minori di 13 anni. FB lo dichiara esplicitamente nel contratto di adesione. Mentre noi abbiamo calcolato che, solo in Italia, sono oltre 200mila i minori di 13 anni che si nascondono sotto false identità per accedere al social network. Chi offre questo tipo di servizio deve assumersi vere, concrete responsabilità; così come chi vi accede deve auto-responsabilizzarsi. I genitori, a loro volta, non possono rimanere indifferenti. E’ bene ribadirlo, stiamo parlando di bambini sotto i 13 anni. E poi sta emergendo un elemento gravissimo.”

Me lo faccio spiegare tre volte, prima di riuscire ad accettare che possa accadere: “Sono in crescita i casi di adescamento di minori verso altri minori, di età inferiore. Sempre a scopo sessuale. Abbiamo segnalato casi di 15enni che adescavano piccolini di otto anni; o persino di bambini di 10 anni che mettevano on line scene di sesso vissuto con bimbi di 2 – 3 anni. E’ tutto documentato, non parlo per amore di scoop. Bisogna fare una vera rivoluzione nei valori, sovvertendo l’attuale valutazione delle relazioni e dell’intimità. Perché, arrivati a questo punto, sembra che sia stata cancellata anche l’età, la crescita, tutto fagocitato dal sesso. E non dimentichiamo la pedocriminalità. I ragazzi adescati per commettere atti criminosi. Perché, diciamolo a chiare lettere: sulla pelle dei bambini si fanno i soldi!”

http://www.lindro.it/Bambini-nella-rete#.Tqp3uRXJs1V.facebook

Pedofilia, nuove regole Parlamento Ue: arriva il registro dei condannati in via definitiva

Pubblicato il da franca.
Categorie: pedofilia.

Pedofilia, giro di vite del Parlamento Ue: almeno 10 anni a chi abusa di un minore

Le nuove regole approvate quasi all’unanimità

Pedofilia, giro di vite del Parlamento Ue: almeno 10 anni a chi abusa di un minore
ultimo aggiornamento:
27 ottobre, ore 18:11 Bruxelles – (Adnkronos/Ign) – Costringere un bambino a compiere atti sessuali o obbligarlo a prostituirsi sarà punibile con almeno dieci anni di prigione. Alla direttiva gli Stati membri devono adeguare la loro legislazione entro 2 anni.

Bruxelles, 27 ott. (Adnkronos/Ign) -Regole più severe in Europa contro la pedofilia e la pedopornografia grazie alle nuove regole approvate oggi dal Parlamento Europeo, quasi all’unanimità (con 541 voti a favore, 2 contrari e 31 astensioni). La direttiva – alla quale gli Stati membri devono adeguare la loro legislazione entro 2 anni – stabilisce sanzioni penali minime per circa 20 tipologie di crimini.

Costringere un bambino a compiere atti sessuali o obbligarlo a prostituirsi sarà punibile con almeno 10 anni di prigione. I produttori di pornografia minorile rischieranno almeno tre anni mentre chi usufruirà di materiale pornografico sul web ne rischierà almeno uno. E ancora: la direttiva richiede anche agli Stati Ue di rimuovere i siti a carattere pedopornografico o, quando questo non sia possibile, di bloccare l’accesso a queste pagine dal proprio territorio nazionale. Alcuni studi affermano che il 10-20% dei minori europei è a rischio di abuso sessuale.

Poiché il 20% dei molestatori continua a commettere violenze anche dopo la condanna, la direttiva dispone che ai condannati per questi tipi di crimini sessuali “sia interdetto, in via temporanea o permanente, almeno l’esercizio di attività professionali che comportano contatti diretti e regolari con minori”. I datori di lavoro avranno perciò diritto a richiedere informazioni alle autorità giudiziarie su eventuali condanne per abusi sessuali sui minori.

Agli Stati membri verrà richiesto inoltre di prendere ulteriori misure come ad esempio iscrivere i nomi dei condannati per pedofilia in un apposito registro. ;Unione europea si dota di un pacchetto di norme chiare ed efficaci volte al contrasto di tutti i reati commessi nei confronti dei minori intervenendo sul piano della lotta, della prevenzione e della protezione dei minori” sottolinea il vicepresidente del Parlamento europeo Roberta Angelilli, relatrice del testo . “Un impegno deciso e rigoroso delle istituzioni europee – aggiunge – un lavoro durato due anni che ha portato alla stesura di un testo altamente condiviso”

http://www.bambinicoraggiosi.com/?q=node%2F2452

Pubblicato da nonna.fra a 10/28/2011 12:18:00 AM Invia tramite emailPostalo sul blogCondividi su TwitterCondividi su Facebook
Etichette: entro 2 anni, nonna.fra, parlamento europeo, pedofilia, pedopornografia, pene più severe, vorrei

Mamma condannata a tre anni «Abusi sul figlio, lei non vigilò»

Pubblicato il 27 Ottobre 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

incredibile ..la madre quasi la stessa condanna del pedofilo..4 anni a lui ..alla sua compagna 2 anni e alla madre perche non ha vigilato 3 anni..la legge non e uguale per tutti..

Mamma condannata a tre anni
«Abusi sul figlio, lei non vigilò»

Il figlio quindicenne fu costretto a subire attenzioni sessuali da una coppia. Il difensore della donna ha annunciato il ricorso in appello

BOLOGNA – Il tribunale di Bologna ha condannato a tre anni e quattro mesi per concorso in violenza sessuale per omesso controllo la madre di un ragazzino, 15enne all’epoca dei fatti, che nel 2008 fu costretto a subire le attenzioni sessuali di una coppia. Il pm Giuseppe Di Giorgio aveva chiesto una condanna a due anni. Il difensore Gabriele Bordoni ha preannunciato appello: «Ogni mia riflessione – ha detto – la consegnerò all’atto di appello e in quella sede svilupperò tutte le critiche a questa sentenza».

LA CONDANNA – La madre è stata così condannata a una pena di poco inferiore all’uomo della coppia di molestatori, un 57enne, ex collaboratore di giustizia con vari precedenti, condannato con il rito abbreviato a quattro anni di carcere, e superiore a quella della compagna, due anni con la condizionale, una 39enne incensurata. Entrambi sono di origine calabrese ma da anni residenti a Bologna.

GLI ABUSI – I due secondo l’accusa (le indagini vennero svolte dalla squadra mobile) si facevano affidare i figli da coppie di amici di famiglia e poi, cercando di convincere i piccoli che «i rapporti sessuali fra adulti e bambini sono normali», avrebbero abusato di loro. Per l’accusa, in un’occasione avrebbero compiuto abusi su una bambina di sette anni, e altre tre volte sul quindicenne. In entrambi i casi si trattava di figli di due coppie di amici che glieli avevano affidati per alcuni pomeriggi, perché impegnati con il lavoro. I fatti risalgono alla primavera 2008. Le indagini avevano accertato che non c’erano stati rapporti completi, ma pesanti attenzioni a sfondo sessuale. Secondo i due condannati (che vennero anche arrestati) però si era trattato di giochi innocenti.

LA MADRE – La madre era stata presente ad un abuso. Secondo quanto sostenuto dall’avvocato Bordoni, però, la donna sarebbe stata drogata con un farmaco dalla coppia. Anche il ragazzino quando ha riferito il fatto ha descritto la madre come con lo sguardo assente, inebetito. Bordoni aveva ricordato anche che la madre è stata descritta da tutti come una mamma amorevole, fin troppo premurosa. E da una consulenza farmacologica che venne fatta fare dalla difesa era risultato che nella casa della coppia condannata c’erano farmaci che avrebbero potuto produrre quell’effetto. Per il pm, però, ci poteva essere una imputabilità delle donna: probabilmente la madre era sì condizionata e soggiogata, ma non in condizioni di non intendere e di non volere. (fonte Ansa)

http://corrieredibologna.corriere.it/bologna/notizie/

cronac/2011/26-ottobre-2011/pedofilia-mamma-condannata-tre-anni-omesso-controllo-1901956140243.shtml

GERMANIA, ‘L’UOMO NERO’FA STRAGE DI BIMBI

Pubblicato il 26 Ottobre 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

poveri bimbi..

GERMANIA, ‘L’UOMO NERO’
FA STRAGE DI BIMBI


BERLINO – E’ stato definito uno degli assassini peggiori della Germania. Martin N., insegnante, ha confessato l’omicidio di tre bambini, ma secondo le accuse avrebbe abusato di altri 20 ragazzini.
L’uomo, quarantenne, da ottobre è processato per tali reati e lui, conosciuto come “l’uomo mascherato”, per via del cappuccio che indossava durante i suoi crimini, ha confessato l’omicidio di Dennis Klein (9 anni), Dennis Rostel (8 anni) e Stefan Jahr (13 anni).
“Sono inorridito per le mie azioni e mi sento profonda vergogna e rimorso”, ha detto l’uomo in una dichiarazione letta dai suoi difensori. Ha negato tuttavia gli altri abusi che gli vengono contestati.

Secondo le sue dichiarazioni, Martin N. avrebbe ucciso per paura di essere scoperto. L’uomo parla anche di incubi e fantasie suicide che lo rincorrerebbero dall’epoca dei fatti. Alla fine richiede un aiuto psicologico, sostenendo di voler “lavorare per guarire”.
Tuttavia l’uomo non ha fatto chiarezza sulla dinamica dei fatti, lasciando dunque in ombra aspetti che i genitori dei bambini uccisi vorrebbero, invece, sapere. Sopratutto, non sono chiari i motivi delle azioni sconsiderate dell’uomo.

Al banco dei testimoni è anche apparsa Babette Klein (41 anni), madre del piccolo Dennis. La donna ha parlato del suo dolore e della paura per suo figlio quando seppe, nel 2001, che era scomparso durante una gita scolastica dall’ostello prenotato dalla scuola.
“Continuavo a pensare a Dennis. Il fatto che fosse da solo e al freddo”. “Quando è stato scoperto”, ha proseguito, “è stato davvero un incubo. Fino ad allora avevo sempre avuto la speranza”.

Sono passati quasi 20 anni da quando Martin N. ha iniziato a diffondere paura e terrore tra i bambini. L’ “uomo nero”, che mascherato ha minacciato i bambini nei campi scuola, li ha rapiti il ​​suo e ha abusato di loro.
Ha iniziato nel 1991, quando ha ricevuto l’abilitazione all’insegnamento, l’uomo aveva 21 anni e poco dopo ha iniziato a uccidere.
Secondo le accuse di un collegio, avrebbe rapito Stefan, abusato di lui in macchina e poi ucciso il ragazzo.
Tre anni dopo sarebbe stato il turno di Dennis Rostel, in un campo scuola vicino Schleswig, dove il ragazzino ha trascorso diversi giorni in una casa vacanza in Danimarca. Martin N lo ha strangolato.
Poi Dennis Klein, ucciso nel 2001 in un ostello della scuola a Bremerhaven. Il bambino avrebbe cercato di lottare prima di morire.

La polizia ora sta indagando per capire se ci possano essere relazioni con gli omicidi di altri bambini.
Come Nicky, 11 anni, scomparso nel 1998 in Olanda da un campo in cui dormiva con la sua tenda, o Jonathan (10 anni), rapito nel 2004 in Francia durante un campo scuola.
“Ci sono somiglianze tra i casi”, ha detto il portavoce Soko Jürgen Menzel.
Secondo i poliziotti, ci sarebbe una sorprendente somiglianza estetica tra i bambini uccisi e lo stesso Martin N alla loro età.

http://www.leggo.it/articolo.php?m=20111026_152514&id=145288

ARRESTATO PER MOLESTIE SULLA FIGLIA DI DIECI ANNI

Pubblicato il da franca.
Categorie: pedofilia.

ARRESTATO PER MOLESTIE
SULLA FIGLIA DI DIECI ANNI

VERONA – Un padre «orco», che a cinquantacinque anni avrebbe molestato la figlia dall’età di 10 anni ma è una storia che emerge solo ora, dopo che la figlia, oggi sedicenne, ha rotto il silenzio raccontando alla psicologa le molestie che avrebbe subito dal padre.
L’uomo, pugliese ma veronese d’adozione, è stato arrestato con l’accusa di molestie sessuali alla figlia. Il padre della ragazza, che in passato avrebbe lavorato come muratore, è stato fermato durante un controllo casuale delle volanti in un quartiere di Verona. I poliziotti hanno così accertato che a suo carico c’era un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dalla Procura scaligera. Una storia terribile, protrattasi per due anni. La madre, che da cinque anni si era separata dal marito, si era rivolta al Sert di Verona pensando a dietro i silenzi della figlia ci fossero problemi di droga, invece è emersa un’altra verità. Dopo l’arresto si è appurato che il 55enne molti anni fa, aveva molestato anche la figliastra della sua convivente. La prima vittima all’epoca aveva già compiuto 14 anni e per questo l’uomo non è imputabile.

leggo.it

PEDOFILIA,MINACCE A MORTE AL PRESIDENTE DI ONLUS MIRABELLA

Pubblicato il da franca.
Categorie: pedofilia.

Pedofilia, minacce di morte al presidente di onlusPer il suo impegno pluriennale
Una lettera lasciata a casa di Roberto Mirabile. Si parla di “sostegno ai pedofili” fatti condannare dall’associazione. Indagini della Digos in corso

Reggio Emilia, 25 ottobre 2011 – Minacce di morte a Roberto Mirabile, presidente della Onlus “La caramella buona”, che da oltre 14 anni si batte contro la pedofilia. Minacce recapitate per iscritto, in una lettera, dove, oltre a Mirabile, si minaccia anche il pm romano Lombardo Scavo. Nella missiva si esprime sostegno ai pedofili fatti condannare dall’associazione ed in particolare a Ruggero Conti, ex parroco di Roma, condannato a 15 anni e 4 mesi in un processo in cui “La caramella buona” si era costituita parte civile.

In passato c’erano state altre minacce, proiettili, telefonate, incursioni nella sede della onlus, ma mai chiunque sia colui che agisce contro la Onlus si era spinto ad un passo dall’abitazione privata di Roberto Mirabile. La lettera contenente le minacce infatti è stata lasciata nella cassetta delle lettere di casa sua e di altri residenti. La missiva è stata consegnata immediatamente alla Digos che sta indagando.

Redazione online

http://www.ilrestodelcarlino.it/reggio_emilia/cronaca/2011/10/25/607559-pedofilia_minacce_morte.shtml

“MIA FIGLIA 13ENNE VERGINE PER 10MILA $”. ARRESTATA

Pubblicato il 25 Ottobre 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

a parte questa specie di madre.. ci sarebbe troppo da dire ..anzi no..basta una parola ..TROIA nel più spregiativo della parola..guardiamo la condanna che potrebbe avere…fino a 30 anni…dico trent’anni…in Italia non li prende neanche uno che ha ucciso…figuriamoci per pedofilia…”MIA FIGLIA 13ENNE VERGINE
PER 10MILA $”. ARRESTATA
NEW YORK – “La verginità di mia figlia per 10 mila dollari”, L’offerta choc proviene da una donna dello Utah. La scriteriata madre, 33 anni, rischia ora fino a 30 anni di carcere. E’ stata la donna, di Salt Lake City (Utah, Stati Uniti) a confessare di aver provato a vendere la verginità di sua figlia 13enne. Sfruttamento sessuale di un minore è il capo d’imputazione che ora grava sulla donna. 30 anni di carcere, invece, è la pena alla quale potrebbe essere condannata a fine processo.
La donna aveva cercato di guadagnare 10mila dollari dagli abusi che avrebbe subito la sua ragazza, ed aveva provveduto a cercare in giro potenziali clienti. Ad incastrare la madre irresponsabile sono state le foto inviate ad alcuni uomini interessati alla sua offerta, ma soprattutto la denuncia del fidanzato che nel maggio scorso ha consegnato alla polizia le conversazioni salvate sul suo telefonino in cui la donna gli parlava della indecente proposta. Subito dopo la denuncia, sono scattate le manette ai polsi. La sentenza definitiva arriverà il 5 dicembre. La donna in un primo momento era stata accusata anche di abuso sessuale aggravato. Un’accusa che poteva valergli il carcere a vita, ma che è cessata in seguito alla sua confessione.

http://www.leggo.it/articolo.php?id=145104

Pedofilo recidivo arrestato per violenza sessuale su minorenne a Cittanova

Pubblicato il da franca.
Categorie: pedofilia.

era gia stato condannato a 6 anni e quattro mesi sempre per pedofilia..ci vogliono altre cose ..non la galera che molti non fanno neanche…speriamo in qualcosa di meglio..Pedofilo arrestato per violenza sessuale su minorenne a Cittanova

Reggio Calabria (Adnkronos) – Fermato un pedofilo di 59 anni. L’uomo residente a Cittanova, era già stato arrestato e processato per pedofilia, condannato a sei anni e quattro mesi di reclusione