“ERO STRESSATO”: MANAGER STUPRA E UCCIDE BIMBO PER SENTIRSI ONNIPOTENTE….

Pubblicato il 31 Gennaio 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

Post n°2137 pubblicato il 31 Gennaio 2011 da nonna.fra

“ERO STRESSATO”: MANAGER
STUPRA E UCCIDE BIMBO

BONN – “Ero molto stressato, al lavoro. Il capo mi teneva troppo sotto pressione.” Sarebbe queso il motivo che ha spinto Olaf H., top manager di una compagnia telefonica tedesca, a stuprare e uccidere il piccolo Mirco, un ragazzino di dieci anni. “Avevo l’insopprimibile desiderio di ammazzare un bambino” ha spiegato agli inquirenti. Il corpo del piccolo è stato trovato la settimana scorsa, a quattro mesi dalla scomparsa, dopo una caccia all’uomo che ha portato all’arresto del manager di 45 anni, residente in un centro vicino Bonn, sposato con la 26enne Michaela e padre di un fglio di 7 anni. Secondo la confessione dell’uomo, dopo la ‘brutta giornata in ufficio’, avrebbe telefonato alla moglie per dirle che avrebbe fatto tardi. E si è messo alla ricerca di una vittima. “Ho vagato alla ricerca di una vittima. Ero alla ricerca di un bambino, perché volevo sentirmi onnipotente nei confronti di qualcuno. Non mi interessava se si trattava di un bambino o di una bambina. Avevo bisogno di qualcuno che mi risollevasse dalle mie frustrazioni” ha dichiarato. E così, Olaf ha trovato Mirco, che stava tornando a casa in bici dal pattinaggio. Dopo averlo costretto a salire in macchina, l’uomo l’ha violentato e strangolato, per poi lasciare il cadavere in un bosco a Gefrath, vicino al confine con il Belgio. Dopo l’assassinio la carriera del manager ha subito una svolta positiva: promozione, aumento di stipendio e 150 persone ‘sotto’ di lui. “A quel punto le mie ansie erano svanite” ha detto. Cruciale nello svolgimento delle indagini è stato un testimone che ha detto di aver visto una Passat blu nei pressi del luogo in cui è scomparso. La polizia ha perquisito circa duemila Passat: anche quella di Olaf, che nel frattempo aveva venduto ed è stata ritrovata in Russia. Le tracce di DNA in macchina l’hanno inchiodato.

Nessuna malattia si cura con un provvedimento del Giudice

Pubblicato il da franca.
Categorie: pedofilia.

Nessuna malattia si cura con un provvedimento del Giudice

La PAS è solo una argomentazione che l’avvocato di una delle due parti in causa getta sul piatto per far pendere la bilancia della Giustizia dalla parte del suo cliente.
Per dare maggior valore a questa argomentazione la si maschera da “malattia”.
La PAS non è una malattia; le malattie esistono solo nella sfera somatica; in medicina è patologico solo ciò che ha le sue radici in alterazioni biologiche, fisiche, organiche.

La stessa “terapia” proposta per “curarla”, e cioè la “terapia della minaccia”, vale a dire togliere il bambino al genitore da lui amato e consegnarlo a quello rifiutato, è la prova provata che la PAS non ha natura di malattia.
Nessuna malattia si cura con un provvedimento del Giudice: la cura di tutti i disturbi mentali è o farmacologica o psicoterapeutica.

La PAS è un mito, cioè, citando Galimberti, un’idea semplice, comoda, che non ci pone il problema di approfondire il perché del rifiuto espresso dal bambino verso un genitore.

Ma la questione che non si vuole affrontare è proprio questa: perché un bambino rifiuta un genitore?
Cosa è successo tra il bambino ed il genitore rifiutato?
Chi sostiene la PAS praticamente dice: non ci interessa quello che è successo.

Se un genitore è violento in famiglia può non interessarci?
Se un genitore è arrivato ad abusare sessualmente dei suoi figli può non interessarci?

Dott. Andrea Mazzeo, psichiatra

MODENA..82ENNE DENUNCIATO PER ATTI OSCENI VICINO A UNA SCUOLA…

Pubblicato il 29 Gennaio 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

Post n°2130 pubblicato il 29 Gennaio 2011 da nonna.fra

Atti osceni vicino a scuola
Denunciato un 82enne

Era con un altro uomo a bordo di un’auto parcheggiata nelle vicinanze di una scuola di via Aristotele

Modena, 29 gennaio 2011. Un uomo di 82 anni sarà segnalato all’autorità giudiziaria dalla polizia municipale di Modena per atti osceni in luogo pubblico, con l’aggravante che sono stati compiuti in un luogo vicino ad una scuola frequentata da minori.

Giovedì scorso, verso le 16,30, alla centrale operativa di via Galilei è giunta una segnalazione telefonica in cui si denunciava che in via Aristotele vi era una macchina parcheggiata con a bordo due uomini maturi intenti a compiere atti osceni.

Una pattuglia della polizia municipale si é recata subito in via Aristotele ma della macchina nessuna traccia. La descrizione della marca e del modello ha consentito di intercettare l’auto il via Leonardo da Vinci. A bordo solo il conducente, classe 1929 residente a Modena, che sarà segnalato all’autorità.

ROATO ROSSI..UN MAESTRO DI CHITARRA MOLESTAVA GLI ALLIEVI…ARRESTATO..

Pubblicato il 27 Gennaio 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

Post n°2123 pubblicato il 27 Gennaio 2011 da nonna.fra

NEL 2002 AVEVA PATEGGIATO UNA CONDANNA DI 10 MESI SEMPRE PER PEDOFILIA E L’ANNO LASCIATO FARE IL MAESTRO DI CHITARRA PER BAMBINI..COSA DOBBIAMO FARE …INDAGARE SU TUTTI QUELLI CHE AVVICINANO I NOSTRI FIGLI PERCHè NON LO DICONO? NON LO FANNO SAPERE CHE E UN PEDOFILO?

Molestava gli allievi, arrestato per pedofilia un maestro di chitarra a Roata Rossi

Incredulità nella piccola frazione alle porte di Cuneo. Tre bimbi si sono rivolti ai genitori che hanno denunciato il fatto alla Polizia. Venerdì il fermo. L’uomo era già stato condannato nel 2002 con la stessa accusa

Incredulità e sgomento a Roata Rossi per una bruttissimo fatto di cronaca che ha toccato la piccola frazione alle porte di Cuneo. Una vicenda delicata, della quale ancora non si conoscono esattamente i dettagli, ma che vede protagonista un uomo di 45 anni, G.C., arrestato su ordine di custodia cautelare emessa dal Gip nella giornata di venerdì scorso (la notizia è trapelata solo in giornata), con un’accusa infamante: pedofilia. Le indagini, delicate e condotte con estrema cautela dagli uomini della Squadra Mobile di Cuneo agli ordini del dottor Luigi Chilla e coordinate dal Pubblico Ministero, dottor Alberto Braghin, hanno portato alla luce una torbida vicenda: l’uomo, maestro di chitarra presso la piccola parrocchia di Roata Rossi, da tempo addocchiava e molestava i suoi allievi, bimbi in tenera età.

Dopo aver subito più di un approccio, tre di loro si sono confidati con i genitori, che a loro volta si sono rivolti alla Questura. Di qui è partito il lavoro dei poliziotti, minuzioso, ma sempre condotto in modo molto discreto. Dopo aver raccolto tutto il materiale utile alle indagini, il Gip ha disposto il fermo di G.C. con conseguente custodia cautelare presso il carcere del Cerialdo, in attesa del processo.

Purtroppo, il pedofilo 45enne non è nuovo a fatti del genere: nel 2002 G.C. aveva patteggiato la pena di dieci mesi di carcere per lo stesso tipo di reato.

Tutti i particolari della vicenda saranno resi noti in una conferenza stampa indetta nei prossimi giorni dalla Questura di Cuneo

UCCISO UN PENSIONATO CONDANNATO PER PEDOFILIA..

Pubblicato il 26 Gennaio 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

Ucciso un pensionato condannato per pedofilia

NUORO – Il sicario si è recato nella sua abitazione, alla periferia di Nuoro, in località Corte, lo ha chiamato dall’esterno, lo ha guardato in faccia e poi ha esploso da alcuni metri cinque colpi di pistola. Tre lo hanno raggiunto al torace e all’addome, gli altri due sono finiti sul muro della sua abitazione.

Così è stato ferito mortalmente ieri notte Giuseppe Musina, un uomo che qualche anno fa aveva finito di scontare una pena a nove anni di reclusione per violenza sessuale su un minorenne handicappato. L’uomo, anche se gravemente ferito, è riuscito a rientrare in casa e a chiamare un nipote il quale ha chiamato i soccorsi. Il Musina è stato portato all’ospedale San Francesco dove è deceduto, mentre veniva sottoposto ad una operazione per estrargli una pallottola dall’addome.
La vittima aveva scontato una condanna a nove anni per abusi sessuali, ed era uscito dal carcere nel 2006. I giudici del Tribunale di Nuoro lo avevano condannato per una vicenda avvenuta negli anni Novanta: un ragazzo di quindici anni aveva denunciato il Musina e altri due uomini, accusandoli di averlo violentato fin da quando aveva sei anni. L’adolescente aveva raccontato agli inquirenti di essere stato costretto per anni a subire le violenze dei tre adulti.

Quello della vendetta, per questa terribile violenza pedofila, potrebbe essere il movente dell’omicidio. Ancor oggi in alcune zone della Sardegna permane una mentalità che noi ‘civilizzati’ percepiamo come quella di un mondo antico. In queste società sono ancora ben presenti regole, divieti, e taciti patti condivisi. Queste comunità sono come un organismo che ha interiorizzato le proprie leggi ancestrali e, senza troppe parole, sa come affrontarle, fino alle estreme conseguenze. In queste comunità l’odio è odio e amore è amore, il cristianesimo non ha scalfito minimamente, con la ‘morale del perdono’, questo modo di pensare che esclude a priori la scissione tra corpo e mente, e quindi anche l’ipocrisia. Sono ancora comunità dove, nel bene e nel male, il pensiero diventa atto, perché troppo legato alla gioia e al dolore del corpo. Sono luoghi fisici e mentali dove la violenza infame su un bambino deve essere punita con la morte. Sono organismi dove la malattia, rappresentata in questo caso dal pedofilo, deve essere espulsa, perché il corpo sociale ridiventi sano.
Naturalmente questa non è e non deve essere un’apologia della vendetta, ma sicuramente questi fatti devono far pensare a quanto il crimine di pedofilia sia devastante in primo luogo per la vittima, e in secondo luogo per la società se essa non sa ‘curarsi’ da queste malattie, che divengono socialmente mortali, se non affrontate adeguatamente sia con leggi severe sia eliminando queste metastasi culturali ben presenti nella società secolare e in quella che si definisce ‘uscita dal secolo’.

FOTO HARD IN CAMBIO DI RICARICHE: DUE CONDANNE…

Pubblicato il 25 Gennaio 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

FOTO HARD IN CAMBIO DI RICARICHE: DUE CONDANNE…

le ragazzine non capiscono un accidente…specialmente la 13enne..anche se sanno quello che fanno..ma gli adulti dovrebbero capire che sono cose che non si fanno..come lo fanno queste due e chissa quante altre..potrebbe farlo anche la figlia o la sorella..ma ormai la morale e andata a farsi friggere..FOTO HARD IN CAMBIO DI
RICARICHE: DUE CONDANNE

TRENTO – In cambio di ricariche telefoniche, avevano convinto alcune ragazzine minorenni tra i 13 e i 17 anni ad inviare foto hard via mms, con primi piani delle parti intime. Per questo due trentini, di 50 e 20 anni, sono stati condannati dal Tribunale di Trento. Le indagini erano partite dopo la segnalazione della madre di una delle ragazze che si era accorta delle foto osè scattate dalla figlia. La polizia postale è quindi risalita ai due uomini, che non si conoscevano fra di loro, ma che avevano preso contatto con la stessa ragazza. Il contenuto dei loro cellulari ha convinto il giudice della colpevolezza dei due: il cinquantenne, recidivo, è stato condannato ad un anno e 4 mesi per possesso di materiale pedo-pornografico, il ventenne ha patteggiato 4 mesi. Tra un mese verranno depositate le motivazioni. Intanto gli inquirenti hanno potuto fare luce su questa nuova tecnica di ‘abbordaggio virtualè fondato sul passaparola. Dopo aver chiesto ad un amico il numero di un ragazza, le si spedisce un sms chiedendole di diventare una «fidanzata virtuale». Se la ragazza accetta inizia uno scambio via mms di foto, sempre più esplicite.

HO UCCISO MIA MADRE ..STORIA VERA DI PEDOFILIA RACCONTATA DALL’AUTORE 21ENNE ..

Pubblicato il 24 Gennaio 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

Ho Ucciso Mia Madre, incontro con l’autore Giuseppe Aversa

Abusato da bambino, ha trovato la serenità in una nuova famiglia

Ho Ucciso Mia Madre, incontro con l’autore Giuseppe Aversa
Luogo: Circolo Cittadino Sante Palumbo
Ora: sabato 12 febbraio 2011 17.00.00

Nato in Belgio, Giuseppe Aversa oggi 21enne è stato protagonista di un caso di giustizia minorile preso in esame dalla Corte europea di Strasburgo. Cresciuto in una famiglia affiliata alla mafia arriva in Italia all’età di 5 anni insieme alla madre, per sfuggire ad una fa…ida. Proprio dalla donna che gli ha dato la vita Giuseppe viene indotto alla prostituzione minorile nell’ambiente della pedofilia. Quando la vicenda esce allo scoperto, dopo l’intervento dei giudici, Giuseppe è dato in affidamento insieme al fratello attualmente minorenne.

“Ho ucciso mia madre” pur nella forma narrativa del romanzo è la vera storia vissuta da Giuseppe, quel tempo dei giochi che si trasforma in angoscia. Il titolo, dice Aversa è relativo al fatto che ho ucciso l’immagine di mia madre perchè era un fantasma creato dalla mia immaginazione. Il grande amore che provavo per lei era rivolto ad una persona che non esiste. L’ho capito quando ho incontrato la nuova famiglia”
Giuseppe ha dovuto riaprirsi alla fiducia nello stesso modo in cui un bimbo impara a camminare.

Dice Aversa:”Ho iniziato a scrivere per me stesso, era una rielaborazione di cui avevo bisogno. Poi, sulle pagine, questa storia era così drammatica da sembrare la trama di un romanzo, e ho deciso di riaggiustarla e pubblicarla. Purtroppo di storie come la mia ne esistono tante, io voglio far passare al lettore non i dettagli morbosi ma le emozioni. e dire che la speranza si può riaccendere. A me è successo e allora tutto ricomincia”

ROMA, BIMBA DI 10 MESI GRAVISSIMA: LESIONI SUL CORPO. MADRE ACCUSA PADRE.

Pubblicato il 23 Gennaio 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

che bastardiiiii…
ROMA, BIMBA DI 10 MESI
GRAVISSIMA: LESIONI SUL
CORPO. MADRE ACCUSA PADRE.

ROMA – Una bimba di dieci mesi si trova in gravissime condizioni al Policlinico Gemelli di Roma a causa di un’emorragia cerebrale.La neonata era stata trasportata ieri pomeriggio dall’ospedale di Terracina, in provincia di Latina. Nel nosocomio romano negano, però, che la piccola sia in stato di coma limitandosi a dire che è ricoverata nel reparto di terapia intensiva pediatrica e che i sanitari si sono riservati la prognosi. Sono in corso terapie e monitoraggi attraverso esami clinici e strumentali per valutare le entità delle lesioni sul corpo della bimba e la loro evoluzione. Sabato sera il personale del 118 è intervenuto presso un’abitazione di San Felice Circeo (Latina) scoprendo che la neonata aveva diverse lesioni sul corpo. Una storia dai contorni poco chiari: il referto medico parla di diverse lesioni, anche non recenti. Da qui la corsa all’ospedale romano, dove la bimba si trova in coma. La madre, che attualemente ha un altro compagno, ha riferito ai carabinieri che il giorno precedente la piccola avaeva passato la giornata con il padre. Per il momento i militari indagano contro ignoti, ma i le persone coinvolte, padre, madre e il compagno di lei, si stanno accusando a vicenda.

La mamma della bambina, una bracciante separata dal marito avrebbe riferito ai carabinieri, titolari delle indagini sulla vicenda, che la piccola aveva trascorso la giornata di ieri con il padre. La donna vive attualmente con un altro compagno. Intanto, sono cominciati i primi interrogatori nel tentativo di ricostruire con esattezza la vicenda. Madre, padre della bambina e convivente della mamma vengono ascoltati in queste ore dai carabinieri di San Felice al Circeo.

CREMONA…VIOLENTA E PICCHIA LA MOGLIE DAVANTI LA FIGLIA DI 2 ANNI..

Pubblicato il da franca.
Categorie: pedofilia.

la gelosia può arrivare a fare tutto questo? oppure e perchè l’uomo e di indole violento..arrivare a violentare la moglie con un vibratore .picchiarla a sangue e minacciare di bruciarla viva davanti a sua figlia di 2 anni non e solo gelosia secondo me…e cattiveria…

CREMONA, STUPRA LA MOGLIE
DAVANTI A FIGLIOLETTA: PRESO
CREMONA – Oltre due anni di persecuzioni di ogni tipo culminate in una notte da incubo: quella dell’ultimo dell’anno, nel corso della quale la donna è stata violentata con un vibratore, pestata a sangue, minacciata di essere bruciata viva. Autore di minacce e violenza è stato il suo compagno, che ha fatto tutto sotto gli occhi della figlioletta di due anni. Questa storia avvenuta alla periferia di Cremona, oggi pomeriggio ha portato all’arresto di un romeno di 32 anni, incarcerato su ordine del gip Guido Salvini che ha recepito in toto la richiesta avanzata dal procuratore della Repubblica di Cremona Roberto di Martino sulla base dei riscontri raccolti dagli agenti della prima sezione della squadra mobile. L’uomo deve rispondere di violenza, stalking – le accuse che hanno fatto scattare la custodia cautelare – ma anche di lesioni, minacce aggravate, furto e di alcuni messaggi giudicati di rilievo penale inviati a un collega della moglie, che ha presentato una querela. Alla base del comportamento persecutorio del giovane – hanno spiegato gli inquirenti – ci sarebbe la gelosia e la convinzione che la donna coltivasse una relazione con un altro uomo.

NESSUN ABUSO, ERA MESSA IN SCENA…

Pubblicato il 21 Gennaio 2011 da franca.
Categorie: pedofilia.

NESSUN ABUSO, ERA MESSA IN SCENA…

ultimo aggiornamento…se e vero sono solo da compatire…

NESSUN ABUSO, ERA MESSA IN SCENA Non hanno subito alcuna violenza le due sedicenni di Correggio, in provincia di Reggio Emilia, scomparse lunedì scorso e ritrovate ieri sera a Roma. È quanto si è appreso dopo le visite mediche effettuate al Policlinico Casilino di Roma, dove sono tuttora ricoverate. Riguardo al loro ritrovamento, quando sono state viste in strada con macchie di sangue e in apparente stato confusionale, si tratterebbe di una messa in scena attuata dalle ragazze per giustificare il loro allontanamento da casa. Le due sedicenni all’alba sono state raggiunte in ospedale dai rispettivi genitori.