PEDOFILIA ..CONSIGLI SUL COME SCOPRIRE UN ABUSO ..I SEGNALI DEI BIMBI ABUSATI..

Pubblicato il 25 Ottobre 2010 da franca.
Categorie: Argomenti vari.

PEDOFILIA ..CONSIGLI SUL COME SCOPRIRE UN ABUSO ..I SEGNALI DEI BIMBI ABUSATI..
Post n°1802 pubblicato il 25 Ottobre 2010 da nonna.fra
Tag: abusato, bimbo, CONSIGLI, nonna.fra, PAROLE, pedofilia, SEGNALI, vorrei

CONSIGLI SULLA PEDOFILIA….
Post n°552 pubblicato il 25 Ottobre 2010 da keta76
Sulla pedofilia

Sulla pedofilia è stato scritto tanto e tante sono le persone che lavorano per proteggere le nostre bambine e i nostri bambini, ma per proteggere a nostra volta tutte le giovani creature abbiamo bisogno di informazioni per capire e per aiutare nel modo migliore un bambino che stia subendo un’esperienza di questo tipo; ho fatto una ricerca su internet e finalmente ho trovato questo articolo che ritengo veramente utile allo scopo; il testo originale trascritto dal sito è stato arricchito con altre conoscenze e con tanta speranza di essere stata utile a voi e a tutti i bambini.
Nell’articolo troverete i “campanelli d’allarme” che indicano cosa sta succedendo al bambino, cosa non fare e cosa fare.

Maltrattamento e abuso sessuale dei minori

In generale i problemi che si trova ad affrontare il genitore di fronte alla rivelazione di maltrattamenti o di violenza sessuale da parte del figlio sono di difficile gestione. Ciò che si richiede è soprattutto un’attenta condotta da parte dell’adulto al fine di proteggere il minore dalla violenza supplementare di interrogatori ripetuti, spesso stressanti quanto indispensabili, per il bambino. Spesso il minore vittima di violenza è troppo piccolo per tradurre in parole l’accaduto. Altre volte è costretto dall’abusante stesso a mantenere segreto l’accaduto o si chiude nel silenzio perchè si sente colpevole per l’accaduto. Inoltre nella rivelazione di abuso il bambino è potenzialmente esposto all’incredulità dell’adulto, al timore di incorrere nel biasimo e nell’accusa del genitore cui viene denunciato l’atto. In effetti il bambino o l’adolescente deve fare uno sforzo molto intenso per vincere la tendenza a tacere circa una esperienza di cui si vergogna e di cui si sente in parte responsabile al di là di ogni elemento reale. Si tratta così di saper accogliere le parole del minore garantendogli il massimo spazio d’ascolto e protezione possibili.
Il bambino vittima di maltrattamento mostra spesso una sintomatologia composita, aspecifica, che pur non costituendo quindi una prova certa che vi sia stato un abuso ai suoi danni, certamente può rappresentare un segnale d’allarme per la famiglia. Qui di seguito elenchiamo alcuni dei segni o indicatori comunemente interpretati da alcuni studiosi del fenomeno come caratteristici del bambino vittima di violenza; tenete conto che si manifestano due o più sintomi di quelli sotto indicati e fate attenzione alle volte in cui pensate o dite “CHE STRANO ….”, viene naturale ed è un importante campanello d’allarme:

· Riduzione dell’autostima :per esempio il bambino dice “non sono capace, non io”
· Difficoltà ad amare o a dipendere dagli altri : è meno affettuoso, dice “faccio io, ci penso io”
· Comportamenti aggressivi o distruttivi : piange o urla con facilità, cambia improvvisamente umore; se la prende con i suoi giochi preferiti o mette il muso o percuote con spinte le persone per lui importanti
· Comportamenti di ritiro; paura di intraprendere nuove relazioni o attività: è stranamente silenzioso, non sembra interessarsi ad attività che per un bambino della sua età dovrebbero essere solitamente graditi, non sembra incuriosito (come lo è di solito) alle novità e alle nuove conoscenze
· Fallimenti scolastici o cadute del rendimento: il bambino è distratto e svogliato e anche la maestra si è già accorta che qualcosa non va.
· Abuso di droga o alcool (per gli adolescenti)

Più in particolare il bambino sessualmente abusato può mostrare, oltre ai segni sopra elencati

· Interesse inusuale verso questioni sessuali: il bambino pone domande per capire se tra amore e sessualità c’è un nesso e se c’è sempre amore nella sessualità
· Disturbi del sonno, incubi, terrore notturno, enuresi: il bambino ritorna a fare la pipì addosso e non solo a letto, fa sogni paurosi con figure o mostri grandi che lo inseguono o lo trattengono contro la sua volontà
· Ansia, depressione e comportamenti di isolamento: il bambino vi stà sempre accanto, non vuole rimanere da solo con una certa persona, vi chiede di non lasciarlo solo “Tu mi starai vicino?, non mi lascerai da solo?” spesso è proprio questa frase-domanda che usa il bambino per comunicare il proprio problema
· Comportamenti seduttivi nei confronti degli adulti : corteggiamenti sessualmente seduttivi, ricerca del bacio sulla bocca, toccamenti che non si avvertono come carezze o coccole
· Sentimenti relativi al proprio corpo vissuto come sporco o danneggiato: acqua e sapone vengono super usati ed aumenta anche la durata dei vari lavaggi; il bambino sembra preoccupato per la propria salute e vi racconta di tanti piccoli doloretti un po’ qui e un po’ lì
· Contenuti sessuali o aspetti dell’abuso rappresentati in giochi, disegni o fantasie: osservate, non visti, quando i bambini giocano da soli, guardate con cosa giocano, cosa fanno fare ai giochi e soprattutto cosa fanno dire ai personaggi durante il gioco, nei disegni osservate se disegnano un personaggio e poi lo cancellano brutalmente con colori o gomma
· Fughe ed evitamenti: il bambino comincia ad inventarsi mille scuse per non incontrare una certa persona, piange, si arrabbia, protesta, si fa venire malanni improvvisati, dovete alzare la voce o trascinare il bambino a forza; occorre sempre chiedere dolcemente al bambino il perchè non vuole andare a trovare una certa persona
· Comportamenti suicidari e condotte delinquenziali

E’ importante sottolineare che se l’adulto riscontra due o più indizi esposti o dispone della sola rivelazione del minore, si rivolga al più presto a tecnici specializzati del settore anche perchè qualche volta, il disagio può essere letto come il segno di un malessere del bambino che può aver avuto origine sia da particolari situazioni conflittuali tra i genitori (difficoltà relazionali del minore a causa di conflitti coniugali, separazioni, divorzi ecc.), che da specifici disturbi psichici infantili o adolescenziali (isteria, psicosi ecc.).

· Cosa non fare:

Evitare di avere reazioni eccessive quando il bambino rivela l’accaduto, in quanto il bambino richiede aiuto e sostegno dall’adulto. Non forzare il bambino a parlare, permettere al bambino di parlare in pace. Non confrontare l’abusante con le dichiarazioni del bambino in presenza di quest’ultimo. Non criticare in alcun modo il comportamento del bambino. Non mostrarsi arrabbiati verso il bambino, in quanto quest’ultimo può interpretare erroneamente la rabbia o il disgusto dell’adulto. A nostro avviso è anche non consigliabile rivolgersi ad un consulente tecnico privato per far vedere il bambino. Situazioni di tale gravità devono essere osservate e denunciate con la massima garanzia di neutralità, cosa non possibile all’interno di un rapporto privatistico. La conseguenza più probabile del coinvolgimento di un tecnico privato è che il bambino sarà sottoposto ad altri successivi interrogatori da parte dell’esperto incaricato dalla Magistratura. Ci rendiamo conto che in situazioni di angoscia e di grave conflitto familiare il parere del tecnico possa essere utile, ma a nostro avviso non si dovrebbe coinvolgere il minore se non quando strettamente indispensabile.

Cosa fare:

Credere alle parole del bambino e non biasimarlo per l’accaduto. Dare messaggi positivi al bambino per il fatto che ha trovato il coraggio di rivelare cosa gli è accaduto. Ricorrere alla consulenza di personale esperto e rivolgersi al più presto alla sede del Tribunale per i Minorenni. Chiedere che la prima audizione del minore avvenga alla presenza, oltre che del Magistrato, di un tecnico esperto (Neuropsichiatra Infantile, Psicologo) al fine di ridurre quanto più possibile il numero degli interrogatori del minore. L’attuale normativa permette sia audizioni protette che l’utilizzo di mezzi audiovisivi.

La lettera di una bambina vittima di alienazione genitoriale

Pubblicato il 16 Ottobre 2010 da franca.
Categorie: Società.

La lettera di una bambina vittima di alienazione genitoriale

Post n°1750 pubblicato il 16 Ottobre 2010 da nonna.fra

 

La lettera di una bambina vittima di alienazione genitoriale

Pubblicato il 15 ottobre 2010 da PsicoInfo

La PAS, come la pedofilia, è gravissimo abuso contro l’infanzia.  C’è chi difende le donne separate che praticano l’Alienazione Parentale (PAS), e cioè plagiano i propri figli fino a far loro odiare i loro padri.  Su un sito in cui si tenta di negare la PAS viene riportato uno scritto attribuito ad una ragazza americana di 14 anni.

Dalla storia deduciamo che da piccola venne privata del vero padre, cui la madre ha sostituito un suo nuovo “uomo”; il padre ha ottenuto che i Giudici proteggessero la figlia, che nel frattempo è diventata una ragazza di 14 anni, cui è stata diagnosticata la PAS.  Nei casi di PAS di grado grave, l’unica soluzione è l’immediato allontanamento dal genitore alienante, misura che spesso viene applicata dopo che tutte le altre strade sono fallite, fra cui il tentare di vedere se i bambini, aiutati da terapeuti, riescono da soli a riprendere contatto con la realtà.   La ragazza scrive su questo sito:

Ho avuto a che fare con molti abusi nella mia vita. Avevo solo 12 anni quando è successo a me. Ho avuto una terapeuta, J.B.. Nel 2009, avevo un appuntamento con lei in modo che potesse determinare se il ricongiungimento col mio padre biologico era possibile o no. Le ho detto almeno 50 volte che lo odiavo, che egli aveva già abusato fisicamente la mia famiglia, e che mai nella mia vita avrei accettato di ricongiungermi a lui. La pregai di non farlo, ma non mi ha ascoltato. Mi afferrò per il polso e prese a trascinarmi fuori dal suo ufficio, mi rinchiusero in una piccola stanza con mio padre biologico, e tutto questo nonostante lei avesse detto che capiva che io non avrei mai voluto ricongiungermi a lui. Ho tirato e tirato e finalmente sono riscita a liberare la mia mano dalla sua presa stretta. Lei si voltò e mi guardò con uno sguardo di puro odio e disgusto. Camminò verso di me e mise la guancia contro la mia e disse che violavo la legge se non avessi voluto stare con il mio padre biologico. Successivamente al Triad Family Services sono stata ancora una volta abusata. Mi è stato detto da tre operatrici che se non avessi fatto incontri protetti con mio padre biologico, mi avrebbero affidata a lui, e non avrei avuto più alcun contatto con mia madre. Ero terrorizzata all’idea che ciò accadesse soprattutto al ricordo di quando io ero sottoposta a regime di affido condiviso. Era sempre ubriaco, fumava, ragione per cui ho una grave forma di asma; una volta ha intrappolato le mie sorelle in un angolo con fuochi d’artificio accesi causò loro vesciche ai piedi e bruciò i loro vestiti. Alla fine ho accettato di andare agli appuntamenti protetti spinta della paura terrificante che avevo provato grazie alle loro minacce. Durante quegli incontri mia sorella ed io siamo state abusate. Mia sorella è stata molestata sessualmente da mio padre biologico ed io sono stata maltrattata verbalmente. Mi sono state dette molte cose tra cui di andare all’inferno. La terapeuta che aveva il dovere di proteggere me, era impegnata a scrivere durate quegli incontri. Io e mia sorella sono state vittime di abusi e non abbiamo assolutamente ricevuto alcuna protezione. Nei successivi incontri, ho accusato l’operatrice e mio padre biologico di tutte le situazioni di abuso che si erano verificati durante gli incontri protetti, essi hanno sostenuto che tutto ciò non era affatto accaduto e che stavo mentendo, quando in realtà non stavo mentendo affatto! Sono stata costretta contro la mia volontà ad essere violentata in un modo tale che nessun bambino dovrebbe affrontare. Non ho avuto nè giustizia nè la libertà in questi ultimi tre anni. Allora vi devo chiedere per l’ultima volta, perché una grande quantità di bambini hanno dovuto far fronte alla sfortuna di dover affrontare i pregiudizi da parte delle autorità? Perché così tante vite sono state rovinate a causa delle decisioni e delle raccomandazioni di molti terapeuti e dei tribunali di famiglia? E perché non vi è stata alcuna giustizia nel nostro paese?

Tutto ciò può avere due interpretazioni, e lasciamo all’intelligenza di chi legge capire quale sia quella giusta:

1)  Secondo femministe ed abusologi, le ragazza e sua sorella sono state realmente abusate e violentate dal loro padre mentre le operatrici dei Servizi assistevano indifferenti o partecipavano.  Pena di morte per il padre pedofilo.

2)  La PAS ha talmente devastato la mente di questa povera ragazza che vede inesistenti abusi, addirittura in una situazione protetta, addirittura dalle tre professioniste.  Per la sua sanità mentale occorre che venga protetta dalla madre alienante.

Per chiudere con una nota positiva, ricordiamo un caso che ha avuto risalto sulla stampa italiana: un bambino rapito ed alienato da una madre descritta come “sofferente di gravi disordini della personalità”.  Abusologi vicini alla donna pubblicavano sui loro siti web le grida di odio del povero bambino contro il papà.  I giudici hanno capito che erano grida di dolore di un bambino cui veniva impedito di esprimere i suoi veri sentimenti, e lo hanno protetto dalla madre: oggi, dopo mesi di cure, il piccolo si sta riprendendo come solo i bambini sanno fare: è felice di stare con il suo papà, di telefonargli quando è lontano.

Speriamo che anche la ragazza possa essere curata, e che venga fermata la gente che ha causato e sta causando tanto male a tanti bambini.

ROSA LAZZETTI CONDANNATA A 7 ANNI…FACEVA PROSTITUIRE LE FIGLIE PER 5 EURO…

Pubblicato il 3 Ottobre 2010 da franca.
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ROSA LAZZETTI CONDANNATA A 7 ANNI…FACEVA PROSTITUIRE LE FIGLIE PER 5 EURO…
Post n°1715 pubblicato il 03 Ottobre 2010 da nonna.fra

AFRAGOLA…Rosa lazzetta la madre orco di 7 figli

condannata a 7 anni per aver fatto prostituire due sue

figlie bimbe per 5 euro..quando la mamma doveva fare la

spesa ci mandava giù nello scantinato e voleva che gli

portassimo i soldi..condannati a 8 anni angelo bianco e

ferdinando lorio…scarcerati antonio e domenico

lorio…fratelli di ferdinando..una bella famigli di pedofili..

condannato per maltrattamenti con la sospensione della

pena il padre che non viveva con loro …essendo separato e

all’oscuro di tutto..per il degrado che faceva vivere i suoi

figli..

 

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