Pedofilia: 10 mila siti pericolosi in più nel 2015, boom dei social network

Pubblicato il 27 Luglio 2016 da franca.
Categorie: pedofilia.

Meter Onlus pubblica il rapporto riguardante il monitoraggio 2015 della pedofilia su internet nel mondo.

 

http://www.universomamma.it/pedofilia-10-mila-siti-pericolosi-piu-nel-2015-boom-dei-social-network/

 

SE$$0 CON FIGLIO DI 5 ANNI ; ARRESTATA

Pubblicato il 25 Ottobre 2015 da franca.
Categorie: pedofilia.

 

 

MADRE PEDOFILA

Pescara, madre pedofila fa sesso con figlio di 5 anni e diffonde video: arrestata insieme al cugino

Foto e video mentre fa sesso con un bambino, risultato poi essere il figlio di cinque anni: sono stati trovati dalla polizia postale di Pescara in diversi dispositivi informatici sequestrati a casa di una donna. Con il cugino, la donna è stata arrestata per produzione e divulgazione di materiale pedopornografico, atti sessuali con minorenni e corruzione di minorenni, in esecuzione di due ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal gip presso il tribunale dell’Aquila. Il tribunale per i minorenni del capoluogo abruzzese ha disposto l’allontanamento dei figli dalla casa dell’arrestata.

L’indagine, condotta dalla polizia postale e delle comunicazioni per l’Abruzzo di Pescara e coordinata dal pm Roberta D’Avolio della procura distrettuale dell’Aquila, è partita da una segnalazione del Servizio polizia postale e delle comunicazioni attraverso il centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia online (C.N.C.P.O.) che coordina l’attività di tutti i compartimenti territoriali.

Bisognava identificare un utente che in diverse occasioni aveva effettuato upload di file contenenti immagini a carattere pedopornografico e che poi è risultato essere un uomo residente a Pescara, arrestato oggi con la cugina (madre del bimbo di cinque anni ripreso) a cui è legato sentimentalmente.

In particolare, tra il materiale sequestrato vi sono un video ripreso dal bambino in cui la madre si ‘esibisce’ e delle immagini in cui si vedrebbe la donna compiere atti sessuali con il bimbo. I due cugini arrestati stamani, entrambi sulla quarantina, sono finiti in carcere, lui a Pescara e lei a Chieti. La donna viveva con il compagno, al momento estraneo ai fatti, e con i figli, che ora si trovano in una struttura protetta.

Le indagini, hanno spiegato in conferenza stampa il dirigente della polizia postale di Pescara, Elisabetta Narciso, e il responsabile della sezione cyber crime, Angelo Mastronardi, sono state piuttosto veloci e sono andate avanti per due settimane. Tutto è partito dalla segnalazione del Cncpo: l’uomo, infatti, aveva caricato del materiale pedopornografico su una piattaforma internet per la condivisione con altri utenti.

Scattata la perquisizione domiciliare, su una chiavetta usb sono stati trovati, oltre a materiale pedopornografico generico, video ed immagini particolari che hanno consentito ai poliziotti di identificare la donna, con cui l’uomo aveva una relazione sentimentale. Di conseguenza sono stati effettuati controlli anche nell’abitazione della donna, luogo in cui era stato girato il filmato in questione, e sono stati trovati il video e le immagini ritraenti il bambino. Il tutto, spiegano alla Polpost, è avvenuto in un «contesto sociale medio-basso».

Proseguono indagini ed accertamenti, anche per capire se ci siano stati altri episodi e per scoprire se siano coinvolte altre persone. Narciso, più in generale, ha invitato i genitori a «tutelare i figli dai social network e dall’utilizzo della rete» e ha sottolineato che i responsabili di episodi simili «devono fare attenzione perché, anche se si pensa di essere tra le mura domestiche, con l’utilizzo di internet si viene scoperti più facilmente».

http://2.citynews-today.stgy.it/~media/originale/17168210587897/bambino-pedofilia-2.jpgwww.ilmessaggero.it/ABRUZZO/pescara_madre_pedofila_sesso_figlio_5_anni_video_arrestata_cugino/notizie/1635564.shtml?r1

Offre la figlia di 6 anni in chat per fare sesso: condannata a 25 anni di carcere

Pubblicato il da franca.
Categorie: pedofilia.

 

di Federica Macagnone

Abusava sessualmente delle sue bambine di 16 mesi e sei anni, scattava loro foto durante quei momenti drammatici e offriva on line la figlia più grande a uomini in cerca di sesso. Christine Yoder, 33 anni, di Philadelphia è stata condannata a 25 anni di carcere per aver trasformato in un luogo dell’orrore la casa di Philadelphia in cui viveva con le piccole.

Gli abusi andavano avanti da tempo: ma è stato solo quando ha iniziato a cercare contatti con uomini su chat erotiche che la storia è venuta a galla. Yoder abusava delle figlie e immortalava il tutto con video e foto. Poi, dietro il nome utente “freakygirl82”, inviava on line a uomini le immagini delle sue bimbe. In una delle conversazioni con uno dei suoi contatti ha anche proposto a un uomo di inviargli la figlia maggiore a Detroit per fargli fare sesso con lei.

Nel maggio del 2014, però, Yoder è finita nel mirino dell’FBI: un agente sotto copertura ha ricevuto una foto erotica della bimba di 6 anni impegnata in atti sessuali e per la donna sono scattate le manette. Quando è stata arrestata, sul suo cellulare c’erano 40 immagini pornografiche delle figlie.

Secondo il Philadelphia Inquirer, presente alla condanna della donna, Yoder, come ha testimoniato un psicologo forense, ha la capacità mentale di una bimba di terza elementare e, dunque, non era in grado di capire cosa stesse facendo a causa di una storia di abuso alle spalle. Faye Sultan, un altro psicologo, ha detto alla corte che Yoder era stata violentata da bambina dal nonno e nella sua vita aveva subìto abusi da parte di altri uomini. Ma, nonostante queste perizie, il procuratore Louis Lappen ha stabilito per lei una pena a 25 anni di carcere e 10 anni di libertà vigilata: «Anche con una capacità mentale inferiore – ha detto in aula – lei doveva sapere che quello che stava facendo era sbagliato».

Quando Yoder ha preso la parola ha ammesso in lacrime i suoi errori, professando amore verso le sue bambine: «Mi dispiace tanto – ha detto alla corte – Amo le mie figlie. Non ho mai voluto far loro del male. Mi rendo conto che quello che ho fatto è stato sbagliato. Le mie figlie sono la mia vita. Sono tutto quello che ho».

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/offre_la_figlia_di_6_
anni_in_chat_per_fare_sesso_condannata_a_25_anni/notizie/1635542.shtml

Yemen, morta sposa-bambina dopo le nozze per emorragia

Pubblicato il 11 Settembre 2013 da franca.
Categorie: CRONACA, pedofilia, Società.

La piccola aveva soltanto 8 anni ed era andata in sposa ad un uomo di 40. Più di un quarto delle donne yemenite si sposa prima dei 15 anni.

  

Una bambina yemenita di 8 anni, andata in sposa a un uomo di 40 anni, è morta per le lesioni riportate durante la prima notte di nozze che le hanno causato un’emorragia interna.

«Rawan», questo il nome della bambina secondo quanto riportato dal britannico Mail che cita degli attivisti locali, viveva nella zona tribale di Hardh, vicino al confine con l’Arabia Saudita, nel nord-ovest dello Yemen.

Il gruppo di attivisti spinge affinché la famiglia della bambina e il marito vengano arrestati, sebbene la pratica delle spose bambine sia molto diffusa nello Yemen. Più di un quarto delle donne yemenite si sposa prima dei 15 anni, secondo un rapporto del Ministero degli affari soiali.

Lo Yemen aveva stabilito a 15 anni l’età minima per il matrimonio, ma la legge venne poi abrogata negli anni Novanta, per consentire ai genitori di decidere quando far sposare le figlie.

http://www.unita.it/mondo/sposa-bambina-morta-yemen-prima-notte-nozze-emorragia-legge-infibulazione-violenze-donne-1.520270

Don Nuvola e i minorenni di Palermo,intercettazione telefonata

Pubblicato il 24 Luglio 2013 da franca.
Categorie: CRONACA, pedofilia, Società.

Padre Nuvola faceva i paragoni con un funerale: “Quando io vado al cimitero a fare le sostituzioni, sai quanto mi danno per un funerale? (dalle intercettazioni telefoniche) – Arrestato don Aldo Nuvola, ex parroco di Regina Pacis ed ex insegnate di religione del liceo Umberto di Palermo – Poco più di un anno fa, il sacerdote, era stato condannato per avere offerto soldi a un diciassettenne in cambio di una prestazione sessuale. Oggi, è stato nuovamente fermato con la medesima accusa. Il sacerdote avrebbe adescato un altro minorenne, ricompensandolo con del denaro.

Il provvedimento di fermo  nei confronti di Aldo  Nuvola  è stato emesso nel corso delle indagini per l’omicidio  di Massimo Pandolfo, avvenuto lo scorso 24 aprile a Palermo. Un  delitto efferato commesso da un sedicenne che sarebbe stato  coinvolto in un giro di prostituzione minorile.     Secondo le indagini proprio don Aldo  Nuvola sarebbe stato tra i più assidui frequentatori del  sedicenne. Il sacerdote, lo scorso anno, era stato condannato in primo  grado per «molestia o disturbo alle persone», per aver tentato  ripetuti approcci sessuali nei confronti di un giovane di 17  anni, e per «atti osceni»: era stato trovato a bordo della propria auto in atteggiamenti intimi. I ragazzi scelti dal prete generalmente provengono da  ambienti degradati di Palermo, adolescenti soliti trascorrere le nottate fuori casa. Secondo le indagini il sacerdote  pianificava giornalmente appuntamenti con i «suoi» ragazzi per  consumare rapporti sia nella propria auto che a casa.  Il parroco si trova rinchiuso  nel carcere Pagliarelli.

Una telefonata di sei minuti fatta subito dopo l’omicidio di Massimo Pandolfo, l’imprenditore ucciso a Palermo, è il pesante indizio che fa sospettare gli inquirenti su un eventuale ruolo di Nuvola nel delitto. La chiamata risulta dai tabulati del cellulare del diciassettenne arrestato. Il ragazzino e Nuvola si sarebbero sentiti circa 16 minuti dopo l’omicidio, dato che fa sospettare i magistrati che il sacerdote possa avere aiutato l’assassino nelle fasi successive al delitto. A confessare i suoi rapporti con Nuvola è stato il minorenne che avrebbe raccontato ai pm di essersi confidato con lui e di avergli raccontato di quanto era accaduto. Il ragazzo, secondo quanto accertato, era in uno stato di soggezione psicologica rispetto al prete. Padre Nuvola sarà interrogato domani alle 10 in carcere dal pm Geri Ferrara. (Fonte: gds.it)

Ecco di seguito parte di uno di questi dialoghi intercettati. Chi parla è proprio don Aldo Nuvola.

Tu non sei frocio… tu non sei frocio… gay si nasce si nasce, non si diventa quindi tu non lo sei… però se tu ti convinci con il tempo, io non dico subito, con il tempo… con il tempo… di potere essere veramente mio amico… io parola d’onore… giuro non lo posso dire perchè il Vangelo dice di non giurare… non lo posso dire giuro… parola d’onore, promessa mia, che io non vedo più a nessuno… tu in giro non mi vedi più… io non ne spreco più benzina… perchè se io ho te e ho uno solo bello sistemato, noi due possiamo avere… tu puoi avere… tu puoi avere la tua sicurezza che ogni 15 giorni… perchè poi… io non ti rompo le palle… ogni 15 giorni.. ogni due settimane massimo… per due volte al mese, o una volta al mese, io ti faccio un bello regalo… bello sistemato… che tu mi puoi dire: “minchia Aldo, però cè… sai c’è un momento…”… va bene, ti do pure 50 euro… 50… però, minchia, mi devi fare rilassare… ci dobbiamo veramente divertire… e per divertirmi io, ti ho detto, due cose ci tengo troppo… leccare il culo a te e il bacio… minchia, quello ci tengo troppo… assai ci tengo… io devo sentire la lingua… purtroppo sono… in questo sono animale…

“Il gigolò che gli sembra che le persone sono tutte Berlusconi che gli danno 1.000 euro e 500 euro per una “marchetta” e vuole fare il “marchettaro” con la “campata” che gli altri, scusami l’espressione, con una “s…..” semplice e via gli devono dare 100 euro (…) ma tu lo sai quanto quanto mi danno a me per un funerale?”.


Padre Nuvola faceva i paragoni con un funerale: “Quando io vado al cimitero a fare le sostituzioni, sai quanto mi danno per un funerale? Un funerale dura un’ora, la predica, tutto sistemato, piripì, piripì. E sai quanto mi danno? Spara quanto mi danno, io sono laureato, ho due lauree? La chiesa, il cimitero si prende 50 euro dall’impresa, la chiesa, Sant’Orsola, sai a me quanto mi dà per un funerale? Al celebrante, la persona più importante, quello che fa il funerale, dà 25 euro”. (Fonte: blogsicilia.it)

//www.impresentabili.it/news-don-nuvola-e-i-minorenni-di-palermo/#sthash.Cgh6Oorn.i6Y0Rpzf.dpuf

 

ABUSò DELLA NIPOTINA NONNA CONDANNATA A 6 ANNI

Pubblicato il 4 Luglio 2013 da franca.
Categorie: CRONACA, pedofilia, Società.

UNA DONNA DI 62 ANNI DI ROMA E STATA CONDANNATA PER PEDOFILIA A 6 ANNI ,ERA ACCUSATA DI AVER ABUSATO DELLA NIPOTINA DI 3 ANNI lasciatale in custodia in occasione del Natale del 2007. La nonna è stata dichiarata legalmente interdetta per il periodo di espiazione della pena e in perpetuo dai pubblici uffici e da qualsiasi ufficio attinente alla tutela e alla curatela. Non solo; dovrà anche risarcire i genitori della bambina, che si sono costituiti parte civile con l’avvocato Antonio Cardamone.


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http://www.ilmessaggero.it/roma/pedofilia_nonna_nipotina_abusi/notizie/299428.shtml

CINQUANTENNE VIOLENTA A MORTE LA SPOSA,AVEVA OTTO ANNI

Pubblicato il 27 Maggio 2013 da franca.
Categorie: CRONACA, pedofilia, Società.
lurido bastardo tu e i genitori di questo angelo..ti si deve staccare e non deve rimanere neanche l’ombra per andare in bagno, devi morire tra i più atroci dolori,bastardo schifoso,aveva 8 anni 

 

Se confermata la vicenda sarebbe agghiacciante. Come tante di quelle che ogni giorno, nel silenzio assordante della comunità internazionale, arrivano da quel quadrante e non solo.

 Lei ha solo 8 anni quando il padre la vende in sposa ad un uomo, influente e ricco, del suo villaggio in Afghanistan. Per una grossa cifra.

Lui ha oltre 50 anni, è già sposato, ma le nozze si fanno comunque.

Secondo le parole del cronista di guerra Mustafa Kazemi, che  racconta la storia e cita una fonte riservata e un medico dell’ospedale, l’uomo avrebbe voluto consumare la stessa notte.

Perchè una sposa, anche se ha otto anni, per lui è una donna e così deve sottostare alle sue voglie.

Tenta di consumare il rapporto ma le proporzioni, fra un uomo di 50 anni e una bambina di 8, sono difficili da far combaciare e quindi, secondo il cronista, ecco  l’idea geniale di utilizzare un coltello per rendere possibile ciò che natura e genetica hanno reso impossibile. In un lago di sangue e fra le urla strazianti, il morboso desiderio viene consumato.

La sposa bambina, però, non regge. Senza cure e senza soccorsi medici, muore all’età di otto anni. Nessuno potrà lavarla per darle una degna sepoltura.

Fonte: articolotre.com

L’ASSOCIAZIONE NAMBLA E LA ” GIORNATA ALICE “

Pubblicato il 2 Maggio 2013 da franca.
Categorie: CRONACA, pedofilia, Società.

“Giornata Alice”, l’ignobile festa dell’orgoglio pedofilo

 

La Nambla, l’associazione statunitense che si batte affinchè la pedofilia sia legalizzata, ha nei giorni scorsi organizzato la “Giornata Alice”, durante la quale ha richiesto che tutti i detenuti per crimini legati all’abuso di minori, vengano rilasciati. Un orgoglio pedofilo che indigna il mondo intero.

-Redazione- -2 maggio 2013- Abolire i limiti di età nell’ambito dei rapporti sessuali. E’ questo che richiede a gran voce laNambla (North American Man-Boy Amore Association), l’associazione che si batte affinchè la pedofilia non costituisca più un reato. Un gruppo di attivisti che sta indignando il mondo intero, e che appena qualche giorno fa, ha promosso la“Giornata Alice”, a cui ha partecipato un elevato numero di individui pro-pedofilia. Coloro che l’hanno festeggiata hanno colto l’occasione per dirsi orgogliosi della propria mostruosità e richiedere che tutte le persone detenute per aver abusato sessualmente di minori vengano rilasciate.

La Namba, nata nel 1978, è stata fondata da David Thorstad e fin da subito è finita sotto l’attento occhio delle forze dell’ordine, che, già alla fine degli anni ’70, hanno condotto numerose operazioni contro essa. Tra tutte, preme ricordare quella che vide, nel dicembre del ’77, portare all’arresto di 24 persone a Boston, colpevoli di aver stuprato oltre cento ragazzini tra gli 8 e i 15 anni.

Nel 2000, una coppia di Boston, citò in causa l’associazione per l’omicidio colposo del proprio figlio. Secondo l’accusa due soci del “club degli orrori”,Charles Jaynes e Salvatore Sicari, avevano ucciso il piccolo dopo averlo pedinato, torturato e mutilato. A seguito del processo, i giudici che si occuparono del caso, scrissero nella sentenza che “Nambla funge da canale per una rete sotterranea di pedofili negli Stati Uniti, che usano la loro associazione e contatti su Internet per ottenere e promuovere l’attività pedofila”.

Infatti, sebbene il numero di iscritti sia piuttosto basso, l’associazione può contare su un alto numero di sostenitori grazie alla diffusione delle proprie idee sulla Rete. E proprio da questa hanno preso ispirazione i militanti del Martijn, il gruppo di pedofili che in Olanda è stato legalizzato recentemente. Infatti, la Corte d’appello di Leeuwardeen, ribaltando la decisione di primo grado, ha sentenziato che l’associazione europea non può essere dichiarata fuori legge né vietata, in quanto i casi di abuso su minori imputati ad alcuni proseliti non risultano collegati all’associazione in sè. Così che essa continua a richiamare l’attenzione di orchi di tutto il mondo attraverso internet: sul sito dell’organizzazione, in maniera del tutto legittima, vengono pubblicate immaginie testi inneggianti la pedofilia e, come se non bastasse, dispensati consigli su come riuscire ad avere rapporti sessuali con i bambini.

http://www.articolotre.com/2013/05/giornata-alice-lignobile-festa-dellorgoglio-pedofilo/165888

NOVARA, ABUSI SESSUALI SUI MINORI: ARRESTATO DON MARCO RASIA -FOTO

Pubblicato il 15 Aprile 2013 da franca.
Categorie: CRONACA, pedofilia, Società.

 

NOVARA – Don Marco Rasia, un sacerdote di 44 ani, coadiutore della parrocchia di Omegna (Verbania), è stato arrestato per pedofilia. Il prete, secondo l’accusa formulata dalla Procura di Novara, avrebbe commesso abusi sessuali su minori quando prestava servizio nella parrocchia di Castelletto Ticino. L’arresto è stato eseguito dalla squadra mobile di Novara ieri mattina, ma è stato reso noto soltanto in giornata, dopo che la Diocesi di Novara in un comunicato ha espresso «sorpresa, sgomento e tristezza» per l’arresto del sacerdote e, in attesa degli sviluppi della vicenda, ha garantito la «massima trasparenza nei confronti della comunità civile ed ecclesiale». Ordinato sacerdote nel 1997, don Marco aveva prestato servizio nella parrocchia di Castelletto Ticino sino al 2009. Proprio a Castelletto, in provincia di Novara, secondo l’accusa il prete avrebbe commesso gli abusi sessuali. Le indagini devono ora accertare se altri episodi analoghi si siano verificati anche a Omegna, dove il sacerdote era coadiutore dell’oratorio della parrocchia. Proprio di recente don Marco aveva chiesto, e ottenuto, al vescovo, monsignor Franco Giulio Brambilla, un periodo di distacco dagli impegni pastorale. La decisione del vescovo, precisa la diocesi nella nota, «era motivata da elementi per i quali non era possibile prevedere i successivi sviluppi».

FABIO SCAVO CONDANNATO A 24 ANNI PER PEDOFILIA

Pubblicato il 3 Aprile 2013 da franca.
Categorie: CRONACA, pedofilia, Società.

PALERMO CHOC, PEDOFILO CONDANNATO:ABUSI SU TRE FRATELLINI DI 4, 6 E 7 ANNI

PALERMO – Ha violentato per mesi tre fratellini, due dei quali disabili psichici: oggi FabioScavo, 59 anni, palermitano, è stato condannato a 24 anni di carcere. Decisive le accuse del maggiore dei tre bambini.
Il processo, istruito dal pm Fabiola Furnari, davanti ai giudici della seconda sezione deltribunale, presieduta da Gedi Seminara, ha avuto input da una segnalazione della Procura dei minori che ha allontanato dalla famiglia d’origine i tre bambini che all’epoca dei fatti avevano 4, 6 e 7 anni.
I servizi sociali hanno denunciato le condizioni di estremo degrado in cui vivevano e li ha affidati a una casa-famiglia. Ai responsabili del centro, in cui sono stati accolti, il più grande dei tre bambini ha raccontato le violenze subite da Scavo che, amico di famiglia, andava a casa delle vittime e, nonostante i genitori fossero presenti, si appartava in una stanza con i fratellini e ne abusava.
Terribili i racconti del piccolo, sentito dal pm e dai giudici in presenza di uno psichiatra: il bimbo, ritenuto pienamente attendibile, ha riferito di avere anche avvertito i genitori di ciò che accadeva a lui e i fratelli, ma di non essere stato creduto. Il bambino, durante gli interrogatori, ha più volte manifestato sensi di colpa per non avere difeso i fratellini affetti da deficit psichici e fisici. Dalle indagini è emerso, inoltre, che Scavo era stato condannato per avere violentato la figlia 14enne di un’amica, rimasta incinta dopo gli abusi.

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